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Royal Enfield punta a diventare leader globale nel segmento mid-size, dice il capo del mercato EMEA l'intervista a Arun Gopal

intervista a Arun Gopal

Arun Gopal, Head of International Business EMEA (Europe, Middle East & Africa) di Royal Enfield, racconta a Motospia le strategie europee e globali del marchio indiano dallo stile British Classic.

Nel Vecchio Continente Royal Enfield nel 2021 è salito dal settimo al quinto posto come vendite. Mentre a livello mondiale Gopal annuncia che nei prossimi anni il marchio diventerà leader di mercato nel segmento delle moto medie con “una gamma formidabile” di nuovi modelli in sviluppo nei centri di ricerca del Gruppo situati in India e Regno Unito. Compresa la sfida delle motorizzazioni elettriche, oggi ancora in fase di studio. Nel frattempo in Italia si consolida la partnership con il distributore esclusivo Valentino Motor Company.

Mr Gopal, l’anno scorso a Motospia lei ha dichiarato che “l’ambizione di Royal Enfield è di essere il numero 1 nel settore delle medie dimensioni in tutti i mercati in cui operiamo, compresa l’UE”. Come state procedendo verso questo obiettivo nel mercato europeo?
“Stiamo procedendo bene. La filosofia di Royal Enfield che promuove un concetto di motociclismo puro sta guadagnando consenso non solo in Europa, ma in ogni paese del mondo. La risposta che abbiamo ricevuto dopo il lancio dei nuovi modelli è stata molto incoraggiante su tutti i mercati europei. Questo supporta fortemente la nostra convinzione che ci sia un’opportunità di crescita per moto accessibili che siano semplici, evocative e divertenti da guidare. Nel 2020 Royal Enfield era posizionata al 7° posto in Europa in termini di vendite, nel 2021 siamo saliti di due posizioni e oggi siamo attualmente al 5° posto”.

Quali nuovi modelli di Royal Enfield possiamo aspettarci in Europa quest’anno o nei prossimi anni? Può darci qualche news?
“Abbiamo piani entusiasmanti per il futuro. I nostri team di ricerca e sviluppo nel Regno Unito e in India stanno lavorando molto duramente per arrivare a offrire entro i prossimi anni una gamma formidabile che porterà Royal Enfield a dominare il mercato delle moto di medie dimensioni a livello globale. Purtroppo, non posso rivelare altri dettagli ora”.

Qual è il vostro principale concorrente globale? E in Europa?
“Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Le ragioni principali sono che Royal Enfield è un marchio unico, nonostante faccia parte di un settore molto competitivo, focalizzato esclusivamente sul segmento delle moto di media cilindrata, con prodotti dal design e dallo stile British Classic fortemente distintivo e un prezzo accessibile. È difficile indicare chi siano esattamente i nostri concorrenti, ma naturalmente teniamo d’occhio i movimenti dell’intero mercato, rimanendo molto concentrati sul nostro obiettivo che è quello di accrescere la conoscenza globale e l’attrattività del marchio.

Per ottenere questo ci stiamo impegnando a sviluppare la rete distributiva rendendola più accessibile, ma anche a concretizzare iniziative utili ad alimentare la passione per il marchio da parte della nostra customer base che è in crescita costante: dalle collaborazioni per la creazione di abbigliamento tecnico brandizzato alla finalizzazione di una community di partner esperienziali capaci di proporre tour e noleggio ai nostri clienti, offrendo loro l’opportunità di divertirsi alla guida delle nostre moto in diverse parti del mondo e contesti differenti, fra cui per esempio la possibilità di esplorare il proprio lato avventuroso grazie alle nostre Slide School”.

Il vostro UK Technical Center sta lavorando a qualcosa di particolare per il mercato europeo o per altri mercati internazionali?
“Avrete probabilmente notato che tutti i modelli lanciati da Royal Enfield negli ultimi anni sono stati sviluppati su una piattaforma globale. La scelta di concentrarsi sul segmento delle moto di media cilindrata rende Royal Enfield un brand rilevante in tutti i paesi del mondo, sia nei mercati già attivi che in quelli in via di sviluppo, sia per coloro che utilizzano la moto nella quotidianità sia per quanti preferiscono utilizzarla solo nel tempo libero o nel fine settimana.
Inoltre, la gamma di Royal Enfield è concepita per intercettare sezioni trasversali di potenziali clienti. Tre target in particolare: i proprietari di moto di grossa cilindrata che vogliono qualcosa di più accessibile da guidare più spesso; i motociclisti abituati a modelli 125cc che aspirano a guidare una moto più grande; i pendolari, gli studenti, le donne, i neofiti, tutti coloro che cercano una moto che non sia intimidatoria e allo stesso tempo soddisfi tutte le esigenze di guida, vanti una storia importante e un prezzo accessibile.

Quindi, per rispondere alla domanda, tutti i modelli sono costruiti tenendo conto delle esigenze globali”.

Ci sono possibilità che Royal Enfield possa avviare unità di produzione nell’area EMEA? L’Italia potrebbe essere un luogo particolarmente adatto in termini di posizione geografica e di disponibilità di competenze di ingegneria meccanica e di manodopera tecnica qualificata?

“Al momento, Royal Enfield non ha in programma di produrre nell’area EMEA. Stiamo stabilizzando le operazioni di assemblaggio e produzione CKD che sono state avviate in Colombia e Argentina e ci stiamo preparando a iniziare operazioni simili in Thailandia. Tutti i modelli e le varianti per la regione EMEA sono prodotti nei nostri impianti all’avanguardia di Chennai, in India”.

Qual è l’approccio di Royal Enfield sulla tecnologia dei veicoli elettrici?
“Comprendiamo che le rigide regolamentazioni costringeranno le organizzazioni a esplorare tecnologie alternative. In Royal Enfield abbiamo istituito un team apposito, con sede sia nel Regno Unito che in India, che lavora sullo studio di piattaforme tecnologiche alternative e che dovrebbe consentire a Royal Enfield di
passare alla tecnologia non-ICE negli anni a venire”.

Nel corso dell’ultimo anno molti produttori in tutto il mondo in molti settori diversi, tra cui quello automobilistico, hanno sperimentato colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento, ritardi e costi crescenti nei servizi legati alla logistica (in particolare il trasporto marittimo), e più recentemente un duro aumento dei costi energetici. Cosa ci dice dell’esperienza di Royal Enfield con questo tipo di problemi e quali sono le prospettive per il 2022 secondo lei?
“Penso che il 2021 sia stato forse il peggiore degli ultimi decenni. Il Covid continua a creare disagi in tutto il mondo con conseguenti carenze significative nella fornitura di materie prime essenziali come acciaio, alluminio, gomma, etc, e componenti speciali come i chip dei semiconduttori. Questo ha portato a
un aumento sostanziale del costo di tutte le materie prime. Mentre la disponibilità di approvvigionamento delle componenti sta diventando meno problematica, le sfide logistiche continuano: difatti la disponibilità e i costi dei container e delle navi per il trasporto sono sempre più un’incertezza per il nostro settore. Speriamo di poter vedere la situazione migliorare entro la metà di quest’anno.
Vorrei anche aggiungere qui che Royal Enfield è stata in grado di far fronte all’emergenza degli ultimi due anni in modo tempestivo e razionale: il team della catena di approvvigionamento e il team di produzione hanno fatto un lavoro fenomenale nel garantire la fornitura di parti e componenti, gestendo la manodopera nonostante tutte le sfide che il Covid ci ha messo davanti”.

C’è un piano per Royal Enfield che inizierà a vendere direttamente sul mercato italiano?
“Sono estremamente orgoglioso e felice del rapporto che abbiamo con Valentino Motor Company, il nostro distributore italiano. Negli ultimi 5 anni il nostro rapporto è cresciuto sempre di più e sono entusiasta dell’attenzione che il team ha nello sviluppare la rete e nel proporre idee creative per il brand in Italia. Non
abbiamo intenzione di cambiare questo modello di business”.

 

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