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Dainese passa di mano, faticosamente. Con la vendita il fondo Carlyle atterra a Vicenza.

Vendita Dainese

Nuova casa per Dainese, che dopo sette anni insieme al fondo Investcorp viene acquisita da Carlyle, un altro investitore finanziario. L’operazione ha richiesto molto più tempo del previsto ma lascia tutti più o meno contenti. Anche se l’azionista uscente si aspettava qualcosa di più.

Con la vendita a Carlyle il 2022 si conferma l’anno degli addii per Dainese. Non solo il primo del post-Valentino Rossi in MotoGP, con tutto quello che comporta in termini di ricerca di un nuovo ambassador di peso e la conseguente minor visibilità. Si separa infatti dall’azienda fondata da Lino Dainese anche l’attuale azionista di maggioranza Investcorp, che riesce a cedere la società ad un altro fondo internazionale con un po’ di ritardo rispetto alla tempistica originariamente prevista.

Finalmente venduta, il prezzo è rotondo ma sotto la richiesta

Con la vendita di Dainese all’americano Carlyle si chiude infatti il ciclo del private equity del Bahrein, che si toglie dall’imbarazzo di una uscita tentata già nel 2019 ma che si era scontrata con l’accoglienza tiepida da parte mercato finanziario, tanto che neppure la suggestiva ipotesi di fusione con Alpinestars (ventilata da alcune banche d’investimento), che avrebbe creato un campione nazionale nell’abbigliamento tecnico moto, aveva smosso gli animi – e i portafogli –.
Tre anni dopo (durante i quali Dainese si è anche comprata gli stivali TCX, per rendere più attraente la propria equity story) l’interesse di alcuni fondi di investimento perennemente a caccia di prede (oltre a Carlyle anche il fondo CVC sembra fosse della partita) si è però riacceso, complici soprattutto la ancora abbondante liquidità a disposizione degli investitori finanziari (da mettere al lavoro prima che i tassi di interesse inizino a salire, senza fare troppo gli schizzinosi) e la relativa scarsità di asset interessanti su cui impiegarla.
Il prezzo di cessione esatto non è dato a sapere. Così come non è stato comunicato se anche la quota di minoranza ancora detenuta da Lino Dainese sia passata di mano. Quello che le parti hanno invece comunicato è il cosiddetto Enterprise Value dell’operazione, ovvero il valore dell’asset ceduto al lordo dell’indebitamento. 630 milioni di euro, un po’ sotto rispetto alle aspettative di Investcorp che voleva un numero che iniziasse col 7. In ogni caso un successo, se si pensa che solo nel 2019 l’asta per la cessione (sempre organizzata dalla banca d’affari Lazard) partiva da 400 milioni di euro e non aveva portato a nulla.

Il futuro? Innovazione, vendite dirette e acquisizioni

E con quei denari, cosa ha comprato il fondo Carlyle? Un’azienda che, secondo i numeri abilmente “massaggiati” per il processo di cessione dai banchieri di Lazard e dai contabili di Ernst & Young, mostra ricavi e margini in crescita a doppia cifra negli ultimi anni ed è presente in 96 paesi, anche attraverso 36 negozi monomarca in giro per il mondo. Un business che crescerà in maniera organica guardando ad altri tipi di clientela (e-bike, sci, partnership come quelle con BMW e Replay) e ampliando la gamma prodotti, oltre che comprando altre società.

Il più contento di tutti? Cristiano Silei

La vendita sicuramente accontenta l’amministratore delegato di Dainese, Cristiano Silei. Arrivato proprio nel 2015 insieme al fondo Investcorp per dare un impulso alla crescita del gruppo (che dal 2007 incorpora anche i caschi AGV), ha portato l’azienda vicentina a raddoppiare i ricavi a oltre 250 milioni di euro e soprattutto a quintuplicare il margine operativo (il cosiddetto EBITDA, metrica principe su cui spesso si decide il prezzo delle aziende). Con questa operazione Cristiano si porta a casa ben due risultati: il primo è di essere confermato al comando anche dal nuovo padrone di casa. Una posizione di CEO decisamente più prestigiosa ora rispetto a quando il manager accettò l’incarico dopo l’uscita da Ducati. Ma soprattutto l’operazione ha certamente portato a una generosa gratifica, sulla quale non trapelano dettagli ma che solitamente in questi casi prevede un bonus legato alla finalizzazione dell’operazione e l’incasso del piano di incentivazione manageriale collegato al raggiungimento degli obiettivi del business plan. Gratifica che probabilmente toccherà anche al presidente Federico Minoli, il vero playmaker della gestione Dainese targata Investcorp.

E per i motociclisti cosa porterà la nuova proprietà?

Difficile dirlo, per ora. La strategia di prodotto e dei canali di vendita del gruppo di Vicenza negli ultimi anni non ha messo proprio tutti d’accordo, e la concorrenza non resterà di certo a guardare.

In aggiunta, qualcuno dice che nel futuro di Dainese ci sia anche parecchia Asia: anche per la produzione?

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