Motospia

Un milione di chilometri – Capitolo 31 Continua la saga del grande viaggiatore Massimo Ferrara, la Superténéré la preferita in attesa dell'Aprilia Tuareg 660

Un milione di chilometri APRILIA PEGASO CUBE 650

Il 2021 volge al termine e tante cose sono cambiate. Finalmente è arrivato il vaccino che ci ha permesso un quasi ritorno alla vita normale, le attività stanno pian piano riprendendo, il mercato moto sembra impazzito…. si vendono ancora tante moto ultra costose e stanno facendosi spazio sempre di più anche i marchi cinesi, sia brand come Benelli che con nomi esotici. La pandemia è tutt’altro che superata, si spera solo di non rimanere di nuovo chiusi in casa, ma ovviamente non si può non pensare alle tante persone che hanno perso la vita o altre che hanno perso il lavoro e non vedono un futuro. Personalmente cerco di essere ottimista anche quando la situazione è tutt’altro che promettente.

In questo contesto ho affrontato l’anno, partendo da una certezza, il Superténéré 1200Z equipaggiato con Air Tender al posteriore di cui ho già diffusamente parlato. Ad oggi sono a 40.000 con il quarto esemplare di questa stirpe (e per forza, anche l’ultimo perché non é più in produzione)  e da 35.000 sto usando al posteriore l’innovativo sistema di Umbria Kinetics. Le prestazioni di questo sistema non sembrano assolutamente risentire dei km che accumulo sull’odometro. Nel frattempo ho pure portato a compimento un progetto che avevo in testa da tanto, ovvero la realizzazione di un serbatoio più capiente. Non che quello originale sia scarso… 23 litri sono una buona scorta, ma 30 (alla fine ne ho ottenuti 29) sono meglio in tante situazioni: in Islanda o in Norvegia sicuramente, ma anche nei nostri Appennini dove i distributori scarseggiano e dove spesso il costo è esorbitante. L’autonomia ora di 450\520km circa, mi permette anche di rifornire sempre dove costa meno, in un periodo in cui il prezzo del carburante si è fatto di nuovo “importante”.

milione
Il maxi serbatoio di Max Ferrara

Se da una parte il Superténéré sembra inattaccabile continuo a faticare a trovare la seconda moto ideale da affiancarci. La 790 era troppo brusca e intrattabile ai bassi regimi per me.. ma mi era piaciuta tanto.. il Gs 800 Adventure si è dimostrata una moto molto equilibrata, ma mancava un po’ di carattere. Alla fine ho preso la Yamaha T700, pensando alla quadratura del cerchio, ma non è nato un grande amore. La moto in se è valida, ma non ho trovato un qualcosa che mi facesse scattare la scintilla, escludendo il feeling ciclistico con l’Airtender montato e apprezzato anche lì.

Il suo peggior difetto è stato di convivere in garage con il Superténéré. Ogni volta che dovevo decidere cosa prendo le preferivo il super. A me piace l’elettronica che funziona e questa moto è davvero basica, anche troppo. Adoro usare il cruise control nei trasferimenti e questa ne è sprovvista… ma allora cosa voglio? O vado su un mono tipo la Superdual X della SWM cioè un mono da viaggio, oppure mi serve una moto facile come il Tenere con elettronica come 790 e fluidità come il Gs 800… insomma la moto non c’è … anzi forse c’è perché’ nel frattempo Aprilia ha presentato il Tuareg 660: dotazioni simili alla 790 (comprese le per me indispensabili tubeless), ma un motore che sembra girare bene anche ai bassi, consumi adeguati e sul serbatoio una grafica uguale alla moto che ho iniziato a guidare a 16 anni, la Tuareg Wind 125 ( parliamo del 1988). Potrebbe essere la chiusura di un cerchio? Difficile dirlo, intanto da luglio sono rimasto con una sola moto e sto facendo tutto con il Superténéré, off road compreso. A dire il vero da anni penso che questa moto sembra progettata sulle mie esigenze, mi trovo davvero bene in ogni condizione di guida, la trovo molto brutta esteticamente ma cosa me ne frega a me dell’estetica di una moto? Davvero poco se non niente. Non me ne faccio niente di stare a guardarla una moto, ho sempre meno tempo per fare tutto e se riesco a ritagliarmi del tempo per la moto, la voglio guidare e quando guido questa mi sembra bellissima, mi asseconda all’istante, non mi stanca, non chiede tanta benzina e non ha mai un problema.

In ogni caso a breve inizierò un long  test del Tuareg 660, non una prova patinata dall’esito scontato, ma una vera prova d’uso in cui cercherò di usarla a 360 gradi su strada e in fuoristrada. Sono curioso di metterla alla frusta e di confermare che Aprilia quando si impegna è in grado di fare ottime moto. Voglio dotarla di borse e cercare di capire se può essere la moto totale, in tal caso potrei anche pensare di vendere il Superténéré che per ora resta un punto fermo. Certo è che mentre aspetto di guidarla resto abbacinato dai video che Aprilia mette in rete. Peso eccellente, elettronica giusta, 80cv una potenza che per me è assolutamente centrata per la moto totale (un gs 1100 per esempio aveva 80 cv, si tanta coppia in più ma anche 60kg in più circa), 240mm di escursione ma una sella che sembra tale e promette di poterci passare intere giornate sopra. Autonomia, sospensioni, elettronica…vuoi vedere che torno a sognare con Aprilia? Voglio dimostrare a me stesso che con una cosi piccola (per i canoni attuali) cilindrata, ci si può divertire e anche fare tanta strada.

Il gruppo Piaggio si sta muovendo molto bene. Aprilia tira fuori moto interessanti ed intelligenti, la piattaforma 660 tra l’altro è nata già pensando al Tuareg e da qui un motore compatto, non come ha fatto Yamaha che aveva progettato l’ottimo motore 700 non pensando ad una enduro, salvo poi correre ai ripari!! Il risultato è che il Tuareg già sulla carta è vincente rispetto al Tenere. Più basso da terra, più imbottitura nella  sella, più escursione sospensioni e più luce a terra, ne vedremo delle belle!! Poi il bicilindrico parallelo scalda meno delle configurazioni a V. La parte più calda è molto lontana dal corpo del pilota. Ma c’è dell’altro, Aprilia ha pure ottenuto un podio in moto Gp e altri piazzamenti interessanti e questo sarebbe già tantissimo. Non basta, la Piaggio ha anche presentato una moto che altro non è che il trampolino di lancio di una nuova piattaforma motoristica. Finalmente c’è un motore V10 di 1000cc raffreddato a liquido, per una gamma che affianca ma non sostituisce, il motore 850 che tante soddisfazioni sta dando al marchio.  Una nuova piattaforma che darà vita a nuovi ed interessanti modelli Moto Guzzi. Amo le Guzzi e le Aprilia, questo è noto, ma sono anche stato molto scettico nel recente passato, perché’ c’era una sensazione di immobilismo. Sono stato arrabbiato con loro quando avevano un Tuareg 750 sulla piattaforma della Dorsoduro pronta e poi hanno deciso di non farla. Ora con il senno del poi, posso dire che sono stati bravi.

Il successo di una casa produttrice di moto, si basa sui modelli giusti da fare, ma anche su quelli da non fare. Con quella piattaforma avrebbero faticato ad entrare nella euro5 e con la euro 6 erano spacciati. Poi il bicilindrico a V trasversale non è cosi poliedrico come un parallelo. Sulle prime può sembrare una scelta per il costo inferiore, una sola bancata, meno parti in movimento, un’unica camicia etc…ma per calore, attriti, centralizzazione delle masse, il parallelo è vincente, se poi lo doti di un albero motore a croce con fasatura irregolare degli scoppi, può avere anche tanto carattere. Posso solo dire brava Piaggio, hai superato le mie più rosee aspettative e metterai sicuramente in crisi le mie finanze. Mi piace pensare che in cielo ci sia anche un Ivano Beggio che se la ride perché la sua Aprilia sta tornando grande.

Ad agosto mi sono fatto il mio dodicesimo viaggio in Norvegia, accompagnando un gruppo di Gobiker.it. Ho concepito con Andrea (il titolare della Go Biker), un tour sui generis: trasporto moto facoltativo fino ad Oslo, per poi fare non un tour light, ma un vero e proprio raid di circa 7500km.

La Yamaha si è comportata benissimo e anche le gomme Anlas Capra R hanno fatto egregiamente il proprio lavoro. Dopo aver fatto la 100km e la X Trail tour on off, ho fatto anche il Rally delle Marche, tutti tour organizzati da ridingmarche.it organizzazione di cui faccio parte.  Mi serviva una gomma tuttofare, cosa montare? Ho scelto di montare le Continental TKC 70 con al posteriore la variante Rocks. Su asfalto vanno benissimo e nell’off turistico, rispetto alla versione normale, hanno quel grip in più che non guasta. Ci sono due contro però: le gomme non hanno il codice velocità della moto ( pazienza non è la prima volta) e al posteriore fanno decisamente un bel rumore in autostrada.

Avevo letto che non arrivano a 5000km, io personalmente ne ho fatti quasi il doppio, anche se poi leggo sempre  “è impossibile”, non è impossibile, basta andare piano come faccio io e guidare fluidi. Il problema è che come sempre faccio più km del previsto, così ad una settimana dal Rally delle Marche mi sono trovato con le gomme finite e ho ordinato agli amici di Anlas Italia due Capra X, che hanno dato l’ennesima dimostrazione di essere per ora, la gomma ideale per l’utilizzo on off turistico che pratico io. Il Superténéré così gommato sembra un incrociatore, ha ottima trazione, non scarta mai, segue le linee e l’unico limite qui è rappresentato da me stesso, che passano gli anni e più divento conservatore. Mi rendo conto a questi eventi, che i giovani godono nel derapare, impennare e dare gas, mentre io sono sempre più attratto dalla guida fluida e scorrevole, il mio mantra. Il primo giorno dovevo seguire la traccia Hard e mi sono trovato in un paio di salite fangose. Ero distratto, andavo a circa 30kmh in quarta, cosi proprio mentre la moto ha iniziato a slittare dietro, ho dato gas e si è spenta. Alla fine scivolando lateralmente, l’ho appoggiata da fermo. Tirata su è partita subito, ma mentre cercavo di scalare, mi sono accorto di essere in quarta. Diamine mi sono detto, anni di esperienza buttati nel cesso, era un passaggio da fare in seconda, al massimo in prima, con i piedi giù, niente ho sbagliato e per fortuna zero danni alla moto e zero danni a me, dato che alla fine sono rimasto in piedi. C’erano al rally anche alcune donne in sella a varie moto e tutte molto brave.

Apro volentieri  una piccola parentesi sulle donne che guidano. Ho sempre pensato che in un mondo altamente maschilista come quello dei motori, le donne possano potenzialmente essere brave esattamente come gli uomini, né più né meno. Ovviamente hanno generalmente un fisico diverso e se noto che il 50% buono dei maschi, sceglie la moto sbagliata, almeno il 90% delle donne guida moto non adatte al proprio corpo. Troppo alte troppo pesanti etc. In Norvegia avevo 3 donne nel gruppo e tutte e tre hanno dimostrato ottime capacità di guida e controllo dei mezzi, addirittura una delle tre l’ho anche inserita nello staff come Scopa e ha fatto un ottimo lavoro. Elisa guidava una Yamaha T700 che volevano darle cosi come nasce, per fortuna mi ha dato retta e l’ha fatta abbassare in maniera netta, lavorando sulle sospensioni. Ovviamente non è una vera e propria macina Km, ma per chi come lei è abituata a moto ben più scomode, rappresenta sicuramente un bel salto in avanti per comodità e fruibilità. Rimango tuttavia convinto che se avesse fatto questo viaggio con una Tracer 700, avrebbe potuto godere molto di più, con meno stress nelle manovre. Il mercato è cosi, si compra di pancia, con il cuore e poco razionalmente. Elisa ha anche fatto il rally delle Marche con la sua Royal Himalayan riuscendo benissimo a fare tutto.  Ho notato parlando e vivendo un lungo viaggio con queste 3 donne pilota, che hanno una passione e un fuoco dentro, che raramente riscontro nei maschi. Sono realmente appassionate alla moto, ognuna ovviamente con il suo stile e attitudine.

Cosa mi aspetto quindi dal 2022? Spero che la pandemia pian piano diventi un lontano ricordo, spero di fare tanti km in moto e di tornare a Nord che sia Islanda o Norvegia, non importa basta che sia a Nord. Non mi riesce affatto di sentirmi appagato per i km fatti in moto fino ad oggi, tuttora non vedo l’ora ogni we di fare un giro, ogni mattina di andare al lavoro in moto, anche solo

rubando ai miei impegni mezz’ora, che poi si rileva sempre la mezz’ora più bella della giornata!

I have a dream! Ho un sogno continuare ad andare in moto ancora per molto!

 

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