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Destinazione Paradiso CLAUDIO SEGATTO: UNA VITA TUTTA DA MOTOCICLISTA

paradiso

31 agosto 2020 – 31 agosto 2021. È un anno che l’Amico e Motociclista Claudio Segatto di Seregno (MB), se ne è andato. È partito per uno di quei viaggi che fai solo una volta nella vita, dove neanche la miglior tecnologia conoscerà mai la via del ritorno. Viaggio di sola andata. Destinazione? “Paradiso”!

DUE ANNI E QUATTRO AMICI. Ad aiutarlo non è stato il Covid 19, ma quattro altrettanto malefici amici. Amici (si fa per dire) tra di loro, tutti della stessa razza fetente e bastarda, nemica dell’Uomo: quattro tumori, in fila uno all’altro, con l’ultimo di fronte al quale ci si è potuti solo arrendere e aspettare. In due anni hanno ridotto Claudio, un omone di oltre 100 chili di vitalità e bontà, a pelle e ossa.

SE IL NEMICO SBAGLIA IL COLPO. Ma è proprio così che il grande Claudio se ne è andato in Paradiso: leggero! Leggero e, in barba al nemico, in qualche modo pure sereno! Perché se il male si è preso anzitempo il corpo del nostro Amico, non è mai riuscito ad intaccarne lo spirito e la forza d’animo. Ancor meno la fede. La guerra, l’ha vinta Claudio, dando una lezione silenziosa, ma luminosa, a tutti noi.

UN INCONTRO FORTUITO. Conobbi Claudio al Passo dello Stelvio (leggi “Ducati Diavel – Ad un passo dal Cielo” che, appositamente quella volta, non volli intitolare: “Ad un passo dal Paradiso”). Un incontro banalmente occasionale per il quale, al posto di un tour mai realizzato verso santuari e Paesi stranieri, ci siamo ritrovati su un percorso inatteso, ancor più profondo e sacro: l’incontro nella Vita, condivisa sin nei momenti più difficili e intimi. Una preziosa e rarissima rarità!

LA MOTO È LA MOTO. Per parlare di Claudio, mi permetto un esempio: se in macchina ci vai un po’ come vuoi, in moto no! Anzi, per stare in equilibrio, ti devi spesso sbilanciare; talvolta per non cadere, anziché frenare devi accelerare; e guai a fissare lo sguardo troppo vicino… o dove non vorresti andare: devi invece guardare lontano e solo dove devi andare!


“Per guidare una moto – diceva sempre Claudio – occorrono testa e polso collegati tra di loro! Solo allora nessuna potenza spaventa più!”

DALLA MOTO NON SI SCENDE. Quando sei in moto, poi, ci devi stare fino a destinazione! Conoscendo Claudio, ho capito che ha condotto la vita sempre così: COME GUIDASSE UNA MOTO, NEL BELLO E NEL BRUTTO TEMPO! Nei momenti belli ha goduto, ma di fronte alle difficoltà, alle amarezze e fregature della vita, sino alla malattia senza scampo, non ha mai reagito irrigidendosi, arrabbiandosi o scoraggiandosi, ancor meno bestemmiando! Pagando ogni volta di persona, Claudio non è mai sceso di sella, continuando a guidare guardando lontano e puntando fino all’ultimo alle soluzioni migliori e più opportune …

UNA SELLA PER DUE. A proposito: per i puristi, in moto ci sali da solo. Vero! Ma Claudio, forte motociclista, ha sempre montato la sella doppia, anche laddove stonava con l’estetica del mezzo! Era il suo cuore: nella vita ha sempre pensato agli altri prima che a sé, con la gioia irrinunciabile di condividere quanto di più bello la Vita ci riserva. “Spetàcul! Che spetàcul!” il suo ritornello preferito. Negli ultimi tempi, sfinito e senza fiato, voleva a tutti i costi che mi segnassi i percorsi più belli da fare in moto… È così: per l’Inferno o il Paradiso, la direzione la imbocchiamo sin d’ora!

IL VIAGGIO SI VIVE TUTTO, SINO IN FONDO. Non parlo per retorica. Semplicemente, Claudio non si è mai arreso, vivendo consapevolmente ogni momento che la vita gli ha offerto: dalla speranza nella guarigione con cui entrò la prima volta in ospedale indossando i guanti da moto “per uscirne veloce a tutto gas” (e il casuale numero “46” del letto pareva essere di buon auspicio) alla lucida rassegnazione dell’anno successivo, perfino nel giorno in cui, coscientemente, volle leggere di persona l’ultimo tragico responso: “Diagnosi infausta. Tempo breve”.

LE GIOIE DELLA VITA. Per Claudio, uomo autentico e non fantomatico eroe, era chiaro: le gioie più grandi della vita sono state tre: l’amata moglie Titta, l’adorata figlia Cocò, e la stupenda e tanto attesa nipotina Irene, per la quale ha chiesto e ottenuto dal Cielo una grazia speciale: festeggiare assieme almeno il primo compleanno… Tre donne: il suo Paradiso in terra!

UNA LACRIMA SUL VISO. Ma parlando di “cose”, la “cosa” – come sempre riconosceva e sottolineava – che più gli stava a cuore era sicuramente la sua Ducati Diavel Carbon! Mai ha avuto e amato una moto come quella, al punto che ho visto versare una lacrima a Claudio solo una volta: quando nel garage ha salutato per l’ultima volta la sua moto, sicuramente condensando in quel momento e in quel oggetto a lui così caro, ogni sorta di sentimento e di legame che si vedeva costretto a lasciare per sempre.

“UN DIAVEL IN PARADISO. Forse un povero diavolo non potrà mai compiere una buona azione… ma la Ducati Diavel Carbon di Claudio sì! La sua moto si è tramutata in aiuto e pane per i poveri delle Ande peruviane”

 

L’ULTIMA VITTORIA. Non è un gioco di parole ma, per vincere il “Diavel” (quello vero), devi spezzargli le corna! All’apice della sua vita (e non dico “fine”!), Claudio ha pensato e realizzato pure questo! La sua amata Ducati Diavel Carbon, moto dal nome così ingombrante, l’ha infatti donata ad un sacerdote missionario suo amico, affinché ne traesse il giusto corrispettivo da tradurre in beneficenza per la povera gente delle Ande peruviane che don Stefano, appunto, ha servito per oltre vent’anni…

QUANDO SEI INCERTO, TIENI IL GAS APERTO… Il famoso motto dei motociclisti, Claudio me lo ripeteva spesso, ridendo. Però poi, Lui che non si impressionava di fronte a nessun motore e a nessuna potenza, aggiungeva sempre serio: “Ma ricorda Marco, solo due cose servono per guidare una moto, e devi tenerle sempre collegate tra loro: la testa e il polso”. Saggio consiglio!

IL GAS DELLA VITA. Al funerale venne letto il passo di San Giovanni che dice: “Chi ama i fratelli, conosce Dio ed è generato da Dio”. Azzeccatissimo! Sarà che Claudio, Dio, ce l’aveva pure iscritto nel nome (Clau-Dio), ma pensai che quelle Parole Sacre esprimevano l’identica verità del motto: volenti o nolenti, come il gas per la moto, la sola cosa che ti tiene in piedi, sempre e soltanto, nella vita, è l’Amore: ama quando sei felice, ma resta nell’amore e sgasa amore attorno a te anche quando le cose non vanno come vorresti!

Grazie, Claudio, perché ci hai offerto questa grandissima lezione!

INSOMMA. Insomma, carissimo Claudio, adesso che sei lassù in Paradiso, ti chiediamo una sola cosa: come hai fatto tu, aiuta anche noi nella vita …a tenere sempre aperta ‘sta ca**o di manopola!!!

Ciao! Il tuo amico Marco

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