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LA “1000 SASSI” …E UNA SORPRESA!

1000 SASSI

È sabato, e mi trovo con un collega a guidare l’autobus sul lungo rientro da Marina di Camerota: un gruppo di persone, milanesi e “vaccinate”, finalmente è ripartito in vacanza! È una lunga e caldissima sera, quelle sere di metà giugno che ti sembrano ancora le sette e invece sono già quasi le nove.

All’imbocco del tratto “Firenze – Bologna” della A1, un motociclista con il blasonato BMW R 1250 GS ci supera, ma senza andare troppo veloce: strano! E questa volta (tanto di cappello!) ha la moto tutta impolverata: eh sì, ha proprio le ruote tassellate da fuori strada che, rotolando ora sull’asfalto, acquistano un colore e un aspetto tutto particolare e pure bello. Pure lui, il motociclista, è ben impolverato… e pure lui sembra passato sotto i tasselli: sì, ma i tasselli di un rullo compressore!

Sorpresa: poco dopo, ecco apparire altri motociclisti che “lentamente” ci superano, tutti dello stesso stampo! Subito penso al mio amico Stefano, amante e sostenitore del cosiddetto “fuori strada”, e immagino: “Sono certamente un gruppo di amici! Saranno andati a fare un bel giro, e ora rientrano a casa in autostrada”.

Stupito, al Barberino del Mugello non prendono nemmeno la panoramica! “Ma come??! Dài, anche con quelle moto, potevano farsela benissimo…” Invece, tirano dritto per la nuova Direttissima, comoda per i mezzi pesanti e le autovetture ma sicuramente noiosa, per di più con quelle interminabili per quanto belle gallerie, che non ti fanno godere se non di piccolissimi scorci di quella incantevole zona di Appennino.

Bohh?! Avranno fretta? O sarà che, da veri enduristi, sono proprio schifati dall’asfalto?? Oppure sono così stanchi che non ne possono più di stare in sella??? Dal primo istante ho avuto infatti l’impressione che tutti paiano particolarmente cotti, un po’ sciancrati, sconnessi, persino doloranti … e che stiano facendo una fatica enorme a sostenere quelle moto, obbligati soltanto dall’inevitabile percorso che li attende.

LA SCOPERTA

Passa neanche un’ora, e siamo a Cantagallo (l’Autogrill intendo, quella famosa e quasi inevitabile tappa su quel tragitto, una sorta di santuario del corpo e dell’anima della A1, dove riprendere forze e speranze, sia che scendi sia che sali).

“Cavoli! Ma sono tutti qui! Però, com’è che… uno di qua… due di là, altri laggiù… Qualcuno parte ora, altri sono ancora lì, a bere qualcosa vicino alle loro motociclette: parlano poco, e sembrano stravolti! “Ma allora, non sono amici dello stesso gruppo!?”

E non resisto: avvicino il primo, che ho proprio lì davanti al pullman. Ha una bella Yamaha Ténéré 700, come il mio amico Stefano, e come lui, chiaramente, monta le gomme che più le si addicono, quelle col tassello! Parla a fatica, il tizio, che pure risponde alle mie domande. E lì scopro!

Scopro che è di Bologna e ha partecipato alla singola giornata prevista dalla “1000 SASSI”, in Toscana. Indossa “la maglia” della manifestazione, e ha un bel adesivo sul fianchetto della moto: ci sta proprio bene!

Ecco dov’erano! Altro che giretto del sabato… Scopro così la “1000 SASSI”!

Scopro parimenti che quella, dal 7 al 12 giugno, era la prima effettiva “1000 SASSI”, poiché l’edizione 2020 è sfumata causa Covid. E scopro che la “1000 SASSI” è una stupenda cavalcata per gli amanti del cosiddetto “adventouring, sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana, per immergersi, col fuori strada o su strade bianche, negli angoli più belli di Toscana, secondo varie opzioni.

Scopro infatti che la “1000 SASSI” è prevista nelle formule: One Day con 220 km di percorrenza, Explorer per tre giorni e 700 km, e addirittura Marathon: 1600 km di fuori strada in sei giorni. Addirittura scopro anche la formula speciale per moto d’epoca, su percorsi dedicati: che figata!!

Insomma: tempo, moto, finanze, capacità e… culo permettendo, ognuno sceglie il meglio per sé.

LA SORPRESA

Che bella cosa – mi dico: peccato che non sappia andare in fuori strada! Dall’altra parte del parcheggio, a ‘sto punto, sarei tentato di abbordare anche altri due motociclisti rimasti, ma non voglio importunare il loro riposo. Fino a che, ad attrarmi, non sono tanto la BMW f800GS ma neanche l’altra Yamaha Ténéré 700, nera come quello del mio amico Stefano, che è grande e grosso…

Ad incuriosirmi e sorprendermi è LA MOTOCICLISTA che cavalca la Ténéré 700! Sì, c’ho visto bene! È proprio una signora, e dico questo con tutto rispetto e senza alcuna allusione a questioni maschiliste o simili castronerie che non condivido affatto.

Questa signora, di corporatura esile e statura media (diciamo così, per non dire che non era alta!), che guida quella moto tanto agile ma tanto più grande di lei, dalla sella tanto elevata da terra, e la guida in fuoristrada… cavolo, merita tutta la mia ammirazione! Ma come farà?!

Ecco, come farà, non lo so nemmeno oggi, perché dalle sue riposte sono rimasto ancor più basito…

“Complimenti, Signora! Vedo che anche voi venite dalla “1000 SASSI”, com’è andata? – Bene, ma un po’ faticoso; bisogna dire che non era tanto facile quanto l’avevano presentata: anzi, in alcuni punti i passaggi erano piuttosto impegnativi, al di sopra del livello indicato… Comunque è andata: siamo qui sani e salvi ed è stato molto bello.

“È da molto che guida la moto? – No, sono solo sei o sette anni, da quando sono scesa dalla sella del marito (e allude al signore dell’800GS): mi ero stancata di stare seduta lì dietro e ho deciso di comprare la moto.

“Ma prima, guidava già la moto…?! – No! Ho iniziato così – Così come?? Col fuoristrada??! – Sì, direttamente col fuoristrada e poi ho continuato. Mi piace troppo e facciamo sempre delle belle cavalcate!

(Zitto, Marco – mi dico: non chiedere più niente, che poi magari fai anche brutta figura: anche tu hai iniziato sei o sette anni fa, ma ancora hai il terrore di mollare l’asfalto! Ti basti questa lezione!)

Arrossendo e ringraziando, saluto cordialmente e me ne vado, con le altre domande che si spengono in gola…

Ma mi rimane comunque un bel ricordo: sì, perché questa signora, assomigliava oltretutto terribilmente a Gianna Nannini!!! Sapete se la Gianna fa del fuoristrada?? Chissà, magari era lei!

E comunque, se non era lei, vi assicuro che anche questa signora, come la Gianna, se cercava qualcosa per far “vibrare la sua America”, beh… alla faccia se l’ha trovato! Col Ténéré 700 tassellato a dovere e sul duro fuoristrada, altro che America: le vibrerà tutto quanto, dal Polo Nord al Polo Sud, dico io…!!!

Buona strada, allora, Signora… e auguri a suo marito, che deve tener botta!

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