IL PREAMBOLO

PÈÈÈÈÈ, PÈÈÈ, PÈÈM PÈÈM… Davanti ad una nuvola acre bianco bluastra, lasciata alle sue spalle come la scia di un jet supersonico, arriva lui, il ragazzetto smilzo e lungo, sullo “sparagàndoli” (quei cinquantini più casino che velocità)! Un casco in testa, l’altro infilato su per il braccio. “Dove vai così di corsa? – Sono in ritardo c***o! Ci hanno fatto uscire tardi da scuola, e c’ho una figa che mi aspetta!! – Ah! Bionda o mora? – Oggi è bionda…” Ahhh però?!! Capito?! Ha evidentemente gli ormoni a mille, gasatissimo più del suo motorino. Beato lui! Bella età, quella dei sogni, delle attese, delle più belle speranze per il futuro…

PÒÒÒÒ, PÒÒ PÒ PÒ PO’… Incredibile! Un PX 150!! Una di quelle Vespe vere di anni fa, quelle ancora con le marce sulla manopola! Arriva una coppia, caschetti Jet un po’ usurati dal tempo, come i giacconi non proprio all’ultimo grido. Scendono con movimento automatico, oramai consolidato dal tempo. “Hai tu la lista (della spesa)? – Siiii, l’ho presa io (sbuffa lui); e tu, hai preso le borse (per la spesa)?”. Un po’ attempati, la vita gli scorre nei giorni con tutta tranquillità e serenità, uno affidato all’altro. Marito e moglie da tanti anni, non si emozionano più di fronte alla routine, ma sono felici assieme. Forse quando vanno al lago qualche domenica mattina con la loro Vespetta, riuscendo a superare km di code di autovetture tanto immobili da sembrare parcheggiate in carreggiata… vibrano ancora come fosse la prima volta!
VÌÌÌÌÌ, VÌÌÌÌÌÌÌÌ, VÌÌÌ, VÌÌ… “Ah! Ah! Ah! Hai visto quello scemo: ma che fa, non mi vede?? Gli ho pure suonato! – Ahah! A momenti lo tiravi sotto! – Uff! Siamo arrivati! Beh, allora ciao, ci vediamo stasera per l’ape (l’aperitivo). – Ok, buona lezione! Ciao Lù (Luca) – Sì, vabbè.. ‘buona lezione’: sai che noia quel corso!! Comunque grazie! Ciao Lù (Lucrezia), a stasera!” Su un cosino da niente, azionato dal motore elettrico, di quelle robe che oggi ti ci abboni in città, mai tue e nelle mani di tutti (ma che almeno ti evitano: pieno di benzina, manutenzione, assicurazione, garage) e per le quali metti il casco in dotazione, con la retina sui capelli per non infettarti coi pidocchi o la forfora altrui, scendono due studenti. Cicciotto lui, più alta lei. La vita è quella: “colleghi” universitari oggi, domani forse anche sul lavoro, in una vita che chissà come e dove sarà, piena di incertezze com’è. Tanto che c’è ancora spazio per l’amicizia grazie al Cielo, ma non per una moto di proprietà! W il car sharing (o come diavolo si chiama)!

BRUUMMM, BRUUU BRUUUUUM… Mi giro di scatto! Ah sì, c’ho azzeccato! È quell’astronave del BMW GS: enorme!! Ne scende una coppia, bardata di tutto punto in stile Touring: completi uguali, guanti uguali, stivali uguali, caschi uguali, interfoni, valigie, borse, navigatore e telecamere varie… Insomma: ad andar bene, trenta, trentacinque mila euro per 500 chili, tutto compreso! “Buongiorno! Dove andate? – Partiamo per un tour di quindici giorni in quattro Paesi. Speriamo nel tempo… – Cavoli! Che bello! Ma, Signora: ogni tanto, la guida anche Lei (quella moto)? – No, no, non ho neanche mai provato! A me da sempre piace viaggiare come passeggera – Sì (ribatte l’uomo) ma la vera motociclista in famiglia, è lei: pianifica sempre tutto! Io devo solo eseguire gli ordini!” Che bella roba, penso: intesa e sostegno reciproco. Mi piace la moto, vissuta così (anche se mai sceglierò quella moto!)! Ed infine…
VROOOOOM, VROOOOOOMMMMM, VROOOOOOOOOOOMMMMM… Accidenti! Cos’è ‘sta roba??!! Tutti si girano di soprassalto! Una supersportiva: urla come un demonio mentre le fiamme escono dagli scarichi per le sgasate finali. Subito scende lei, un po’ traballante: è piccolina, ha la sua età… ma ancora il suo “perché”! Jeans attillati e bassi che, in quella postura scomodissima, dietro si vede tutta la striscia del tanga (ohé, e non che sia più larga la sella su cui è arrivata, eh?! Poveretta)! E poi, scende lui: il macho, il pilota, il dominatore delle curve, avvolto da una nube di mistica superpotenza; manca solo l’aureola, anche se col casco in carbonio da mille e passa euro, ci siamo quasi! Con quegli stivaletti e la tuta in pelle, ingobbito e un po’ goffo per le vistose protezioni su schiena, gomiti e ginocchia, fatica a camminare. Perché lui è perfetto solo quando è in sella, tutt’uno con la sua moto, la vera femmina della sua vita! Da lei non scenderebbe mai, se non in piega, nelle curve!! (Ah ah! Bella, questa!!) Per questo è esattamente lì, al famoso Passo, dove ha portato a far ribollire le interiora della gnocca di turno, sulla quale vuole sicuramente fare colpo! “Ehi, Rà (cioè: neanche “Ràga”, che già starebbe per “ragazzi”)! Scusate il ritardo… (sorride o sogghigna??). Ah! Vi presento la mia zavorrina!”

Insomma, caricature a parte: CINQUE SCENE, E UNA SOLA ZAVORRINA!! Ma non è strano??! Ci ho pensato a lungo, motivato e imbarazzato dalla domanda innocente di una signora che – al di sopra di ogni sospetto – voleva onestamente capire il significato del termine. “Scusa Marco, chiedo a te che piace la moto: ma cosa si intende per zavorrina?”. Eh già! Me lo chiedo anch’io, visto che questa espressione non entra proprio nelle mie corde!
CI RIFLETTO
Zavorrina! Ma che è??! Un diminutivo affettuoso? Un’affettuosità ironica? Un’ironia sprezzante? Viene da una superiorità schiacciante o è frutto dell’imbecillità?? Se poi penso che talvolta sono le stesse donne a definirsi tali, ciò mi disorienta ancor più: in che rapporto stanno in moto e coi loro partners motociclisti?
Insomma, cosa soggiaccia realmente a questo termine non lo so, al punto da chiedermi SE LA ZAVORRINA ESISTA DAVVERO… Pensandoci, infatti mi dico: possibile che per lo più, solo il “fenomeno” (e non necessariamente il pilota della quinta scena), anziché essere contento di portare in moto una persona che ama o apprezza, ricorra a questa terminologia? A me pare piuttosto un atteggiamento infantile perché…
1. Prima le propone di venire (alla “sua donna”); 2. Quindi accetta di portarla; 3. Poi la strapazza, quasi a vendicarsi che sia venuta, costringendola ad implorare il Cielo che non capiti l’irreparabile (perché magari si sente così figo che spinge, correndo sul filo sottilissimo tra la vita e la morte, visto i rischi che stupidamente rasenta facendo l’imbecille oltre ogni limite, anche stradale!) 4. Non contento, alla fine la ridicolizza pure! Altro che “Domenica bestiale” alla Fabio Concato: “Vi presento la mia zavorrina” = il mio freno, il mio limitatore, la palla al piede… il peso morto che m’è toccato oggi!
Insomma! …Ahò?! Macchéttecredi?? A ‘sto punto (il 5.), un bel “Vaffa” te lo meriti proprio tutto!!
Ecco, si capisce quanto “mi stia qui” questo termine?? Perché se non vuoi rinunciare al gusto di andare in moto e fare prodezze (con tutto che dovresti andartene in pista anziché sfrecciare come un pazzo irresponsabile su statali, provinciali, o strade comunali) …ma vacci da solo! Perché è vero: se la vuoi godere appieno, la moto è fatta per andarci da soli. Punto!
Ma è pur certo che è anche un enorme piacere sfruttare la moto per viaggiare e divertirsi in due, e farlo davvero assieme! Mi permetto di citare, uno per tutti, il grande Francesco Cuccioletta, che credo molti già conoscano grazie a tanti bellissimi video: Se viaggiassi solo, senza la condivisione con mia moglie Sara, senza condividere con chi ci segue (sui social), non sarebbe la stessa cosa!… Sembra una banalità, ma c’è una sorta di piacere nel condividere.

E faccio un inciso: sarà un caso che si parla sempre di “zavorrina” e mai di “zavorrino”? Possibile che quella specifica “colpa di esistere” sia propria del soggetto femminile, quando sta in sella dietro al soggetto maschile che conduce la moto, imbranato o super pilota che sia?!
Beh, per rappacificare gli animi e tornare ad esprimersi serenamente e correttamente, credo occorra fare un salto in profondità rifacendosi, come suggerì l’amico Zairo nella sua preziosa considerazione già apparsa su Motospia.it, al significato originario del termine “zavorra” (da cui deriverebbe il diminutivo in questione), termine dalla duplice valenza, ma privo di ambiguità.
Primariamente per ZAVORRA si intende “un carico speciale / che si dispone nella stiva / per stabilizzare la nave”. Quindi è ed ha qualcosa di profondamente e tremendamente POSITIVO, il termine zavorra! 1. Intanto è SPECIALE (cantava Battiato: “perché sei un Essere speciale, ed io, avrò cura di Te…”); 2. Poi è PREZIOSO perché lo si dispone nella parte più profonda, in un certo modo più intima della nave (e le cose preziose, non le butti ai quattro venti: le conservi nel cuore…); 3. Ed infine, “last but not least” direbbero gli inglesi, cioè ultimo ma non per importanza: pur essendo un carico aggiunto, è fondamentale per stabilizzare la nave. Ha dunque un potere SALVIFICO, la ZAVORRA! Insostituibile, se vuoi salva la pelle!!
Detto questo, ma solo dopo, c’è anche l’altro significato, quello assolutamente contrapposto e negativo, che nel mondo di oggi, tanto isterico, nervoso, scontento, violento… va malauguratamente per la maggiore: zavorra è anche “una quantità inutile e priva di valore, riferita anche a persone” (benché oggi direi che è, ahimé, soprattutto riferita alle persone)!

LA MIA CONCLUSIONE
Intuisco allora che NON ESISTE NESSUNA ZAVORRINA se non come concetto astratto, bacato ed ingiusto nella testa del “Signor Qualcuno”, che magari ricorre velatamente a questa sottile cattiveria linguistica per nascondere la propria timidezza, le proprie incapacità, le proprie ansie da prestazione…
Ma così, sorprendentemente, la situazione si ribalta nel medesimo istante. Altro che “zavorrina”! Ciò che prende forma è LA SOLA, PESANTE e ODIOSA ZAVORRA che ESISTA VERAMENTE: E SEI TU, proprio tu quando punti il dito e ti rendi antipatico, insensibile, permettendoti di trattar male le persone!
L’augurio che faccio, allora, rivolgendolo innanzitutto a me stesso e poi a tutti noi che facciamo della moto il nostro luogo di pace e serenità, è di riuscire a mettere sempre da parte il proprio “ego”, e scoprire finalmente, di volta in volta, che non c’è vita e gioia migliore di quella vissuta e condivisa con gli altri e per gli altri!
Perché, se la moto è una bella avventura, GLI ALTRI… CI SALVANO LA VITA!
E voi, come la pensate?? Un saluto e un Buon 2026, ricco di km in moto a Tutti quanti.







