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Test Moto Guzzi V100 Stelvio, i nostri primi 12.000Km in sella

Test ride Moto Guzzi V100 Stelvio: 2.000 km per scoprire prestazioni, novità e sensazioni di guida

Dal primo giugno sono tornato ufficialmente a guidare una Moto Guzzi e, nonostante il caldo torrido di questa estate, non posso che parlarne bene.

Inizio dall’estetica.

Per me ha sempre avuto un peso molto basso, ma quando si parla di Moto Guzzi e motore trasversale non posso che rimanere incantato dal blocco motore che è inconfondibilmente un marchio di fabbrica, ora rimodernato dal raffreddamento a liquido. Già solo a guardarlo si capisce che è stato fatto un grande lavoro di compattamento per tutto il reparto motore.

Le finiture poi sono molto interessanti e la versione Tributo ha anche una grafica molto vivace. Ovviamente se uno vuole un’estetica più sobria, meglio virare sulle versioni normali. Questa versione è più che altro una variazione di allestimento e colore, la moto in sé è identica a quelle già in commercio da un anno.

Prima di entrare nei dettagli voglio fare un piccolo inciso per il gruppo Piaggio:

Bravi! Avete progettato e prodotto una moto totalmente nuova che non ha niente a che vedere con il passato Guzzi eppure è inconfondibilmente Moto Guzzi.

Guidando spesso questa Moto Guzzi V100 Stelvio, penso che sia una contraddizione continua. Non ha i difetti delle vecchie ma ne conserva indiscutibilmente il carattere. Questo penso sia stato il loro obiettivo: fare una Guzzi che sia moderna ma comunque legata al glorioso passato di questo marchio che diciamolo pure è anche 100% Made in Italy.

Gli haters, che sono sempre impegnatissimi a denigrare, diranno che il cambio arriva in blocco dalla Cina! E io dico: e chi se ne frega?! Il cambio è solo un componente e anche se fosse tutto il motore non mi scandalizzerei. Quel che conta è che è realmente Italiana nel progetto e nell’assemblaggio.

Guardo sempre con interesse ai prodotti nostrani, ma senza quel fanatismo tipico del io guido solo Guzzi. Sarebbe un peccato mortale non provare altre moto e altre configurazioni. La vita è troppo breve per fissarsi con un marchio.

Già che ho parlato del cambio, a mio avviso è il componente meno riuscito della catena cinematica. Vero che più passano i km e più migliora, ma trovo abbastanza strano che se usato sportivamente con il gas spalancato e buttando le marce violentemente con il quick shifter sia veloce e preciso, mentre usato per cambiate con frizione a bassi regimi restituisca sempre una certa ruvidezza e rumori di sbattimento metallico. Non è per me un difetto grave, ho guidato le vecchie Guzzi e questo è un capolavoro in confronto, ma tutto il resto: frizione, erogazione, mappe, TC, è talmente di livello alto che mi fa vedere un po’ sottotono il cambio.

Voglio con queste righe portarvi a bordo della Moto Guzzi V100 Stelvio e farvi provare quello che provo io ogni volta che la accendo.

Moto Guzzi V100 Stelvio

All’inizio un bello scossone derivato dall’architettura motoristica, ma poi un sound che unisce due elementi normalmente incompatibili: bel suono senza essere invasivo. È un piacere gustarsi il suono gutturale e non mi passerebbe mai per la testa di cambiare qualcosa al “suono” di questa macchina.

Cruscotto ed interfaccia elettronica sono in pieno stile Aprilia completi e funzionali. Ho settato le mappe in un attimo, ci sono Sport, Strada, Turismo, Pioggia e Off Road. Ognuna è configurabile a piacimento nella risposta del motore, ABS e traction control.

Io uso al 99% la configurazione Strada con risposta del motore al massimo della prontezza e TC a 1, mentre quando mi trovo in coda o nel traffico uso Pioggia. Non usando la moto in fuoristrada non ho ancora mai usato off road.

Accessori e allestimento

Data la mia altezza ho ordinato la moto con sella rialzata + 2cm. Poteva anche bastare, ma dato che l’appetito vien mangiando, l’ho ulteriormente rialzata di altri 4 cm arrivando ad un + 6cm circa, compreso anche un rivestimento in rete per migliorare la dissipazione del calore in estate. Inoltre, ho anche ruotato leggermente il manubrio in avanti.

Per il cupolino ho montato uno medio della WRS con deflettore e devo dire che la regolazione elettrica dello stesso, che mi sembrava una cavolata di marketing, si sta rivelando pratica e utile. Lo tiro su quando sono in autostrada e quando esco lo abbasso senza dovermi fermare. Davvero comodo.

La moto monta di serie manopole riscaldate, cavalletto centrale, centralina Mia per la connessione con lo smartphone (per ora non la uso), griglia radiatore e radar anteriore e posteriore. Non ho potuto per ora montare il cruise control adattivo, ma quello normale funziona molto bene. La moto monta il radar sia anteriore che posteriore: molto utile per la sicurezza avere gli avvisi sugli angoli ciechi posteriori. Ho completato l’allestimento con tubi a protezione delle termiche, fari supplementari (non arrivati ancora) e borsa da serbatoio a sgancio rapido SW Motech da 20 litri.

Completano l’allestimento le “solite” valigie Mytech, una garanzia di qualità e durata. Sulla Moto Guzzi V100 Stelvio, grazie allo scarico basso, sono simmetriche con un paio di vantaggi: primo, sono uguali da entrambi i lati e mi sono quindi limitato alle 39 litri, che per due fa una bella capienza; secondo, perché è possibile montare un doppio tool case tutto con un’unica chiave. Non le ho prese più grandi (avrei potuto montare due borse da 47 litri) perché sarei uscito dalla misura omologata a libretto.

Il baule l’ho preso piccolo e lo uso solo per i giretti di giornata. Per i viaggi importanti sostituisco il baule con la apposita piastra portapacchi, sempre della Mytech, e aggiungo sopra a quelle laterali ulteriori borse esterne da 15 litri l’una. Così mi ritrovo una moto snella, dotata di pratiche borse con carica dall’alto e una capienza totale di 54 litri a lato, a cui ne aggiungo 20 sul serbatoio, due tool case da 3/4 litri l’uno e dietro metto, a seconda del viaggio, una sacca 35, 60 o addirittura 80 litri. Lo so, lo spazio non basta mai!

Moto Guzzi V100 Stelvio

Che posso dire di questi primi 12.000km?

Ci stiamo conoscendo e ci stiamo piacendo non poco. L’erogazione è dolce ma robusta al tempo stesso. 115 cv sembrano tanti di più per la coppia che è sempre robusta e presente. In uscita da una curva non manca mai una spinta vigorosa e chi, come me, ha guidato tante Guzzi ad aria, trova qui anche un prepotente allungo sconosciuto in passato alle moto Lariane. Quello che salta all’occhio è il fine lavoro fatto dai tecnici Aprilia nell’accordare meccanica telaio e quote.

La guida è particolarmente efficace sia in ottica turistica che in ottica sportiva. Alcuni lamentano una certa tendenza ai trasferimenti di carico, io penso piuttosto che ci sia un grande mordente all’avantreno che va digerito e assimilato perché poi c’e’ anche parecchia modularità.

Il telaio è solido e le sospensioni lavorano molto bene, ma va fatta una premessa: il mono originale fa quel che può. Ho visto in lui un punto debole e così, sin dai primi chilometri, ho montato un italianissimo Matris versione M46R. La moto è cosi molto più stabile e comoda. Inoltre, è tarato sul mio peso e per l’utilizzo in due bastano due giri di precarico e sei a posto. Per me che sono viziato da tutte moto con sospensioni elettroniche poter regolare bene il precarico con un gesto da 4-5 secondi è molto utile.

L’upgrade del mono è un investimento che consiglio tantissimo a chi usa la moto intensamente come me. Ovviamente la ciclistica è sana e anche l’originale può andare bene ma è un upgrade per la stabilità davvero importante.

Ho molto criticato la capacità del serbatoio, ma in realtà non mi immaginavo un consumo così interessante. Sono praticamente sempre tra 19 e 21 di media, quindi in sostanza ballo sui 20km a litro. Per le prestazioni e il peso della moto mi sembra un ottimo risultato e vuol dire fermarsi a rifornire mediamente tra 330 e 400 km. Quello che resta demenziale, ma lo è sempre o quasi sulle moto gruppo Piaggio, è la riserva: dei 21 litri di serbatoio, quasi 6 vengono pescati in riserva. Da un lato ok, è quasi impossibile restare senza benzina, dall’altro io percorro tanti km con la spia accesa che psicologicamente disturba. Ma parliamo di cose di poco conto.

Facendo un confronto con le moto che ho avuto recentemente, noto che sul misto siamo su valori simili al BMW GS 1250 e Honda Africa Twin 1100, mentre la Triumph Tiger 1200 beveva un pelo di più. La Moto Guzzi V100 Stelvio riesce anche a fare i 22km/L nell’uso disimpegnato da solo. In autostrada, dove le altre aumentano parecchio il consumo (il Gs 1250 era quasi imbarazzante), la Stelvio resta sobria e, a seconda delle condizioni, ho registrato percorrenze da 18 a 19 Km/L. Niente male!

Moto Guzzi V100 Stelvio

Come va questa Moto Guzzi V100 Stelvio?

Ho avuto modo di fare anche 800km in un giorno e la moto ha grandi doti di passista. Protezione buonissima, vibrazioni poco invasive, rumorosità meccanica e di scarico scarse e buona autonomia. Consumo di olio non pervenuto.

Nel misto guidato la moto da un gusto davvero elevato. Ci ho messo un po’ ad abituarmi ad una gomma da 120 avanti e 170 mm dietro. Gli ultimi anni ho guidato soprattutto moto con cerchi 21/18 e impronte decisamente minori. Una volta trovato il feeling, ho trovato una grande sicurezza, un grande appoggio e anche una bella capacità di adattarsi a traiettorie improvvisate. Per il mio modo di andare piano, il pacchetto è sicuramente sovradimensionato e l’unico ambiente dove arrivo ai 5000 giri è l’autostrada. Altrimenti vivo tra i 2000 e i 4000 giri.

Si fanno anche i tornanti in terza marcia dove alcune moto (vedi il precedente Tiger 1200) richiedeva la prima.

L’erogazione davvero mi è entrata sotto pelle. Ogni volta che gestisco un transitorio provo sensazioni positive.  Ora non resta che andare nei Pirenei e testarla a fondo con il caldo e il massimo carico. Proveremo per l’occasione anche i gilet Macna rinfrescante che sembra promettere bene e con una punta di orgoglio anche un intimo e calze prodotte da una giovane azienda artigianale, la Mototonico di Civitanova Marche (https://www.mototonico.it)

Ho sempre un occhio di riguardo per le aziende italiane, ma se parliamo di un’azienda giovane e artigianale allora la mia curiosità aumenta. Questi articoli con tessuti così sofisticati non costano poco, ma se mantengono quello che promettono alla fine sono anche convenienti. Sarà una prova nella prova.

Ci risentiamo tra 12.000km.

Un lampeggio.

Moto Guzzi V100 Stelvio

Un ringraziamento particolare alla ditta Motoracing di Civitanova Marche che è sempre pronta a supportarmi nelle mie richieste di modifiche e adattamenti per le moto e che segue la manutenzione ordinaria e straordinaria delle mie cavalcature. Sono da anni il punto di riferimento in zona per chi ha passione per le moto.

Ringrazio anche Pieffe Moto per l’ottimo trattamento riservato per l’acquisto della moto.

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