Le strade più pericolose: lo studio Aci

Disponibile lo studio annuale che Aci compie sulle strade più pericolose d’ Italia.

Numeri che colpiscono. E non in positivo.

 

Il 2020, anno dell’ ultimo studio Aci pubblicato poche settimane fa, segna un’ inversione di tendenza per gli incidenti. Meno eventi e meno morti sulle strade più pericolose d’ Italia.

Purtroppo però il numero ridotto di incidenti rispetto agli anni precedenti non è dovuto ad un miglioramento degli utenti della strada, quanto alla pandemia da Covid-19 che ha ridotto notevolmente i nostri spostamenti nel 2020.

Ogni anno Aci analizza quanto accade nei circa 55mila chilometri di strade della rete viaria principale d’ Italia. Ne scaturisce una mappa delle strade più pericolose. 24.205 gli incidenti registrati, dei quali 830 mortali (911 decessi) ed oltre 36.518 feriti.

Numeri che dicono poco forse.

Ma il 17,28% di questi numeri riguarda moto e scooter. 36.838 gli utenti delle due ruote coinvolti.

Fonte: Aci

 

Motociclisti vulnerabili

239 i decessi legati alle due ruote nel 2020.  Troppi morti, anche in considerazione dell’esiguo numero di due ruote in circolazione rispetto ad automobili e veicoli commerciali.

L’indice di mortalità è pari 5,2 morti ogni 100 mezzi rispetto all’1,4 delle auto.

Anche Istat conferma il numero di incidenti, le casistiche e le zone maggiormente coinvolte.

E il numero nel 2021 da un prima stima sembra persino maggiore. Il lockdown ha “aiutato” riducendo la nostra libertà, ma non ha portato ad una maggiore consapevolezza su strada.

A farne le spese troppo spesso sono le categorie più vulnerabili, come i motociclisti. Con e senza colpa, perché santi sicuramente non siamo. Ma troppo spesso si resta coinvolti in incidenti che si potrebbero evitare, o dove, quantomeno, si potrebbero ridurre gli effetti.

 Le strade più pericolose

Tra le strade che si segnalano come più pericolose nel 2020 ci sono le grandi arterie vicino alle principali città italiane. Per gli appassionati motociclisti segno negativo in particolare per la SS01 Aurelia, la SS 018 Tirrenia Inferiore e la SS 016 Adriatica.

Ma non è solo il traffico congestionato che causa incidenti. Dati e numeri importanti sono arrivati anche dalle strade extraurbane, dove i numeri per incidenti si alzano sensibilmente soprattutto nel periodo che va da marzo a fine ottobre.

Segnalate come strade pericolose, in particolar modo per la frequenza elevata di incidenti in moto,  la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, la SS 207 Nettunense, la SP 227 di Portofino in provincia di Genova e l’Asse interurbana di Bergamo.

Soluzioni?

Ci sono ben poche soluzioni al momento. O meglio: ce ne sono tante, ma non tutte applicabili solamente da noi motociclisti.

La prima cosa che serve è una vera “cultura della strada” per tutti gli utenti, compresi pedoni, ciclisti e amanti del monopattino. Una cultura che dovrebbe cominciare, come già si fa in altri Stati, sin da bambini.

Da parte di noi appassionati delle due ruote: una maggior consapevolezza  e padronanza del mezzo, una miglior preparazione, una costante attenzione alla guida e soprattutto il rispetto del Codice della Strada.

Questi devono essere i dogmi per chi ama le moto, ma soprattutto…. per chi ama se stesso.

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