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Scram 411, Slide School e Dust & Fun, Royal Enfield spinge forte sul tassello.

Scram 411

Royal Enfield investe in maniera importante sulla famiglia Himalayan ampliando la gamma. Lancia la nuova Scram 411 e due novità per il mondo del flat track: una propria Slide School e un evento in collaborazione con Deus Ex Machina.

Che alle moto di Royal Enfield piaccia l’avventura è qualcosa che non fa notizia. Anche se in Europa la casa indiana è sempre stata famosa per le proprie moto classiche (al giorno d’oggi possiamo invece definirle proprio modern classic), nel mercato domestico quelle stesse moto sornione e luccicanti di cromature hanno sempre fatto vita cattiva sui passi delle montagne più alte al mondo e sulle strade dissestate o di vera campagna, dando spesso la paga a moto adventure più blasonate o comunque specifiche.

Per gli appassionati occidentali del marchio la svolta è arrivata nel 2016 con la presentazione della Himalayan: una moto disegnata da zero per essere una piccola tuttofare. Una vera moto per viaggiare o per mettere le ruote fuori dall’asfalto, che ha raccolto tanti seguaci e aiutato a mettere il marchio sulla mappa dei motociclisti di tutta Italia (e sulle statistiche delle immatricolazioni).

La Himalayan è sicuramente un prodotto di successo, e a Chennai se ne sono accorti da un pezzo. Al punto di avviare diverse attività collaterali per creare hype sul mercato e ampliare la famiglia prodotto.

Benvenuta Scram 411, tassellata da città

Arriva sul mercato nel 2022 la Scram 411, una scrambler un po’ più urbana costruita sulla collaudata piattaforma del motore LS-410 di Royal Enfield e su telaio Harris Performance. Una moto meno “utility” rispetto alla Himalayan, agile sulle strade urbane ma che può lasciare l’asfalto senza scomporsi minimamente. Pochi cambiamenti mirati nella geometria di guida e nell’ergonomia la rendono ideale anche per l’uso cittadino (primo tra tutti la ruota da 19” all’anteriore).

E’ una moto furba, che prende il meglio della spartana sorella (telaio, motore e ciclistica sono gli stessi) e aggiunge un po’ di comfort per gente di città: leggermente più bassa, meno paracolpi tubolari, un pizzico più agile e brillante sulle strade ma altrettanto capace di affrontare in modo versatile qualsiasi situazione si presenti sul suo percorso. Monta di serie il pratico navigatore Tripper (che funziona con Google Maps in accoppiata con lo smartphone), che su strada è una discreta comodità.

Ma se Scram 411 e Himalayan sono così simili, quale scegliere?

Come prezzo le due sorelle sono quasi allineate: la Scram vi farà risparmiare un paio di centinaia di euro rispetto alla Himalayan. Quindi come si fa a decidere quale prendere?
Partiamo da quello che non le differenzia: le prestazioni. Entrambi i modelli sono alimentati dal motore monocilindrico da 411 cc 4 tempi a iniezione e raffreddato ad aria. La potenza massima è sempre di 24,3 CV già disponibili a bassi regimi. In aggiunta, buona parte degli accessori originali della gamma Himalayan sono plug & play anche sulla Scram 411 e viceversa, quindi potete fare mix-and-match con il meglio delle due secondo le vostre esigenze.

Dopo averle provate entrambe ci siamo fatti un’idea: se prezzo e performance sono di fatto uguali, scegliete in funzione dell’uso prevalente. Se abitate lontano dai centri abitati, il traffico non è il vostro pane quotidiano e vi sentite degli avventurieri anche mentre andate al lavoro la spartana Himalayan è la moto per voi. Ruota da 21” davanti, ABS disinseribile e tanti ripari a proteggere la carrozzeria. E’ la moto con cui fare un bel viaggio in Europa – senza correre – o da portare sulla Via del Sale.
Se invece siete dei cittadini che per l’80% fate casa-ufficio-aperitivo-casa ma non volete rinunciare a quel 20% di strade bianche, off-road di difficoltà medio-bassa o al weekend fuori porta anche in due, la Scram 411 è un’ottima alternativa.

L’ultima arrivata è già dai concessionari, in tutte le varianti e colorazioni presentate al lancio, a partire da 5.000 euro IVA inclusa franco concessionario.

Slide School, a scuola di flat track

L’offensiva himalayana però non riguarda solo le moto di serie. Arriva infatti anche in Italia – dopo India, USA e Regno Unito – la Royal Enfield Slide School, una scuola di flat track ufficiale della casa che trova posto a Badia Calavena, in provincia di Verona, all’interno del Marani Motorsport Park.

La Royal Enfield Slide School offrirà a tutti gli appassionati l’opportunità di provare la disciplina degli ovali in terra battuta per la prima volta o di affinare ulteriormente le capacità di guida anche per chi ha già un livello intermedio o esperto, attraverso un corso in pista completo.

L’esperienza prevede che i piloti facciano scivolare le moto all’interno di una pista ovale, la cui superficie è costituita solitamente da sabbia o terra, derapando con una tecnica che non punta alla velocità in linea retta, quanto più a massimizzare il controllo, l’abilità e il tempismo in piega.

Con le Himalayan preparate ad hoc, speriamo che il kit arrivi anche in concessionaria

Per la scuola Royal Enfield ha personalizzato la versatile – ma questo lo sapete già – Himalayan per creare la FT411. La moto è ulteriormente alleggerita di una serie di sovrastrutture (e anche di qualche parte necessaria per l’omologazione, come il freno anteriore) diventando ancor più pratica e facile da guidare. Il kit (che include anche sospensioni S&S e altri accorgimenti) rende la moto ancor più filante, e ci piacerebbe vedere qualcosa di simile ordinabile in concessionaria. Sicuramente ne beneficerebbero le vendite, visto che il flat track affascina una parte abbastanza consistente del pubblico motociclistico. Basta vedere come in un periodo in cui cafe racer e scrambler rallentano sul mercato, le case invece insistano su varianti “flat track” dei propri best seller (come hanno fatto FB Mondial e Fantic).

Una scuola da campioni

I piloti istruttori scelti dalla casa di Chennai per la sua Slide School italiana sono Vittorio Emanuele Marzotto e Niko Sorbo, entrambi personalità note del mondo del flat track e promotori dello slogan “RideAndStyle”. Per loro, l’obiettivo della scuola è quello di trasmettere la filosofia del guidare con stile, divertendosi e in totale sicurezza. Marzotto ha un lungo palmares di titoli nei campionati di flat track, tra cui campione italiano e vice campione mondiale; vanta anche 2 podi nella Flat Track US Series e l’esclusiva partecipazione, in quanto unico italiano, all’AMA Pro Flat Track series, in USA. Niko Sorbo ha guadagnato invece nel 2021 il primo posto nel campionato francese FFM e in quello tedesco DMSB.
Attraverso i corsi della Royal Enfield Slide School chiunque potrà cimentarsi nella disciplina del flat track grazie a esperienze in diverse piste d’Italia. Nel pacchetto verrà data la possibilità ai piloti di utilizzare l’abbigliamento tecnico della scuola rendendo ancora più accessibile quest’esperienza anche ai neofiti.

Perché provare il flat track?

Veniamo alla domanda da un milione di dollari. Perché provare il flat track se non si hanno velleità agonistiche o magari senza alcuna esperienza fuori dall’asfalto? Secondo noi il primissimo motivo è la sicurezza. Imparare a gestire situazioni di bassa aderenza o di perdita improvvisa della stessa può dare un vantaggio enorme nella guida di tutti i giorni, ad esempio su fondo bagnato o in presenza del classico brecciolino in curva. Conoscere i principi di base della disciplina aiuta ad anticipare i comportamenti della moto, che può fare la differenza tra rimanere in piedi se qualcosa va storto o farsi prendere dal panico e scivolare. Non è un caso che tantissimi piloti di moto da pista si allenino anche sugli ovali di terra battuta proprio per imparare ad avvicinarsi ancor di più al limite sull’asfalto.

C’è pure il festival, con Deus

L’entusiasmo verso la disciplina è così forte che, oltre alla Slide School, Royal Enfield si è fatta promotrice insieme a Deus Ex Machina e a Niko Sorbo del Dust & Fun. Si tratta di un evento-festival in tre date destinato a flat tracker professionisti, gentleman rider e novizi che vogliono mettersi alla prova sull’ovale di terra. Una gara competitiva ma comunque rilassata in cui oltre a polvere e derapate trova posto anche la festa: ci sarà spazio per i neofiti, con lezioni gratuite ai bambini, party il sabato sera e night camping.

Insomma, un evento che pur avendo un focus sul flat track si ispira ai grandi happening di lifestyle internazionali come Wheels& Waves di Biarritz, Il TROG nel New Jersey o il nostrano Wildays nel parmense.

Molto spazio anche per le ladyrider – esperte o rookie – che potranno partecipare alla Royal Enfield Lady Cup che si terrà la domenica di ogni week end. Per le motocicliste che vorranno impolverarsi un po’ l’esperienza sarà gratuita.

Partecipare è semplice, va bene qualsiasi moto purché abbia gli pneumatici tassellati o comunque da pioggia (no slick).

I tre weekend (18-19 giugno, 23-24 luglio e 17-18 settembre) si terranno all’ovale del Tre Ponti Racing Motor Park di Ravenna. Ogni moto e ogni pilota saranno i benvenuti.

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