Anche le donne possono! L' emancipazione femminile in Malesya passa anche dalle due ruote

Nel nostro mondo le donne possono.

Perché siamo abituate a pensare che andare in moto e seguire una passione come la nostra sia un fatto scontato.

Certo, a volte qualche critica e scetticismo dalla famiglia, commenti maschilisti da altri biker un po’ retrogradi, occhiate a volte un filo troppo lunghe, ma nulla di più. Spesso ci dimentichiamo che esistono luoghi nel mondo dove una donna in moto non è così ovvia.

Via abbiamo già raccontato di Zenith Irfan in Pakistan. Oggi parliamo della Malesya.

Qui predomina in molti settori un forte maschilismo, e molte attività anche sportive, come il motociclismo, sono ancora precluse alla maggior parte delle donne. Anita Yusof è stata la prima donna malese e musulmana a viaggiare attraverso 30 Paesi nel mondo.

Anche le donne possono!

Ma nuovi movimenti si stanno affermando, come “Women can, too!” ossia “anche le donne possono!”. Scopo del movimento è riunire tutte le motocicliste e mostrare che esiste sempre più motociclismo femminile in Malesya.

Emily Lim Phaik Siew con la sua Kawasaki Vulcan S 650 fa parte di questo gruppo di motocicliste affiatato e tutto al femminile nella Klang Valley, che sfidano lo stereotipo di genere secondo cui le donne non possono gestire moto e mezzi pesanti.

Nel 2019 erano in 4 ragazze, tra cui Emily. Un poco alla volta il gruppo si è ampliato accogliendo nuove motocicliste, come Cecilia, e diventando un movimento.

Oggi questo gruppo conta oltre duecento aderenti, principalmente nella metropoli di Kuala Lumpur, ma si sta facendo conoscere in tutta la Malesya.

Molti uomini quando ci vedevano passare con le moto erano curiosi, perché non hanno mai visto un gruppo di motocicliste. Probabilmente erano in soggezione e pensavano che fossimo audaci perché avevamo tentato qualcosa di diverso” racconta Cecilia Su Yee Wei.

Lei e la sua Harley-Davidson Sportster 48 sono inconfondibili nella metropoli di Kuala Lumpur. Sul casco Cecilia ha aggiunto una piccola coroncina, mentre il serbatoio ha un motivo di rose e spine. Giocosità e passione, come le gioie e i dolori che l’ essere motociclista regala a queste ragazze.

Jean Loke Chiew Jing ha preso la patente 5 anni fa, mentre era studentessa. Oggi guida una Kawasaki Ninja 650R, e ricorda quando gli studenti delle scuole maschili vedevano la sua moto a scuola. Spiega che è molto raro per le ragazze andare in moto: “Gli uomini di tutte le età ti dicono: – sei una ragazza, perché vai in moto come i ragazzi?- Io vado, è la mia passione anche se sono donna”.

FreeW

Che qualcosa in Malesia si stia muovendo lo racconta anche Alison Grün. La sua missione è utilizzare le motociclette come veicolo per promuovere l’emancipazione femminile e sostenere lo sviluppo del turismo inclusivo,  creando opportunità di lavoro itinerante per le motocicliste locali.

Francese di nascita, nel 2015 è arrivata in Malesya per lavoro e non l’ ha più lasciata. Qui si è resa conto di come il motociclismo potrebbe liberare le donne appesantite dalle aspettative della famiglia e della società.

Quando mi sono unita al motoclub Ladies of Harley Malaysia, ho conosciuto molte motocicliste della regione che mi hanno ispirata. Ho capito che per loro andare in moto era libertà contro tutti i preconcetti che la società impone alle donne. Il motociclismo è emancipazione per tante ragazze che non sono più solo figlie, sorelle, madri, mogli”.

Nel 2020 Alison decide di diffondere l’emancipazione femminile attraverso il motociclismo e fonda la compagnia di tour in moto guidata da donne FreeW.

La W sta per Women, Will and Wheels e incarna l’obiettivo di fornire un ecosistema in cui le donne possano uscire dalle loro zone di comfort e realizzare il loro potenziale. Si vuol costruire una sorta di sorellanza con altre motocicliste in tutto il mondo. Aspira a fornire alle donne locali opportunità economiche e lavorative nel turismo e negli sport motoristici.

La strada è ancora lunga, ma queste donne motocicliste stanno aprendo nuove vie: in Malesya l’emancipazione passa anche dalle due ruote. Anche le donne possono!

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