Motospia

La pandemia e la voglia di viaggiare La pandemia, la moto come mezzo di trasporto, la moto per viaggiare, l'ennesima considerazione sull'assenza della FMI, un'idea per la aumentare l'autonomia della moto: Massimo Ferrara prossimo ad 1.300.000 km in sella si racconta e ci racconta la sua su questo periodo

La pandemia e la voglia di andare in moto. Iniziamo con una scontatissima considerazione: non se ne può più. Solo che dietro a questo disagio ci sono tante sfumature più o meno evidenti. E’ chiaro che il sistema non ha avuto alcun vantaggio da questa pandemia. Alcuni sostengono che guadagnano con i vaccini, ma con tutte le restrizioni e i cali generalizzati dell’economia é impossibile pensare che il sistema ci abbia guadagnato. I potenti guadagnano se l’economia cammina. E’ vero che solo nel 2020 sono diventati straricchi in tanti ma questo é anche il gioco delle opportunità. I governi però vivono di tasse e meno denaro circola, meno soldi ci sono per la “casta”.

Cercando di stare il più lontano possibile dalla politica mi sento comunque di affermare che per quanto pessima sia la classe politica Italiana il popolo non è da meno. Ogni volta che hanno allentato un pelino le restrizioni ci sono stati ammassamenti ovunque, nessuno (pare) abbia capito che con qualche piccolo accorgimento é difficile contrarre il virus, ma se si affronta la cosa con leggerezza é altrettanto facile entrarci in contatto. Poi é evidente che chi non é stato toccato dalla pandemia ha una visione totalmente diversa da chi é entrato nell’incubo Covid personalmente o con qualche parente o amico stretto.

Ora entrando nel merito di noi motociclisti mi pare evidente che anche in zona rossa noi potremmo dover fare del mototurismo senza rappresentare un problema per la collettività. Non é tuttavia cosi semplice la questione. In primis se gli ospedali sono sotto pressione potrebbe in caso di un malcapitato incidente grave non esserci il posto per una terapia intensiva che non ci auguriamo mai ma che può capitare, al contempo nessuno di noi credo vorrebbe passare del tempo in un ospedale a maggior ragione durante un epidemia.

Io che ho quasi sempre girato avendo comunque sempre dei motivi di lavoro legati all’andare in moto ho viaggiato ancora più piano del solito, ho notato che con meno traffico gli utenti delle 4 ruote sono ancora più distratti. Ho visto pure un autobus non fermarsi ad uno stop per poi come da capitolato chiedermi scusa con l’alzata di mano.

Ci vuole prudenza! E come si comporta il motociclista medio in tempi di pandemia? Io esco di casa faccio il pieno me lo finisco e mi fermo solo in posti isolati a fare qualche foto. Mi porto dietro la bottiglia di acqua, e qualcosa da mangiare. Ogni qualvolta che le restrizioni lo consentivano o forse no…comunque quando vedo in giro gente in moto spessissimo li vedo in gruppo. Si ok ognuno ha il suo casco e in moto sono isolati ma li ho incontrarti anche fermi a chiacchierare…tutti faccia a faccia senza protezioni..insomma non proprio un bel vedere.

E il ritmo? Ho visto tanti ingarellarsi … altri sorpassarmi all’interno all’esterno da tutte le parti … ecco se questa é la vostra idea di libertà fanno bene a farci stare a casa. Mai come ora sarebbe il caso di far vedere la pratica moto turistica come un qualcosa di estremamente pacifico con incidenti ridotti al minimo ( e comunque non fare incidenti é un vantaggio soprattutto per le nostre chiappe).

Esco solo vestito di tutto punto con tanto di airbag e lo scorso we con 10\12 gradi ho visto tanti in giro con scarpe da tennis alcuni senza guanti…ecco siamo nell’ambito del masochismo puro (e non ditemi che e’ mancanza di risorse perché giravano con moto costose).

In tutto questo la FMI che dovrebbe rappresentarci cosa fa? A me sembra assolutamente niente. Questa federazione avrebbe dovuto sensibilizzare i governanti sul fatto che una certa pratica di mototurismo coscienzioso magari comprando i pasti per asporto poteva e potrebbe essere una risorsa per tutti. Far lavorare un po’ di più i ristoratori, senza contare l’incredibile risvolto psicologico positivo che ne deriva.

E’ indubbio che la gente é stressata dal non poter vivere come era abituata prima della pandemia, ma un pò di liberta, un giro in moto (con il cervello acceso ribadisco alla noia) possono rappresentare un veicolo anche di positività, lo dico perché ho avuto la fortuna di poter girare in moto e mai come ora la cosa mi fa stare bene. Mi aiuta anche a pensare meglio a prendere le decisioni giuste per un lavoro che si é fatto più complicato che mai. A me non é pervenuto alcun supporto da chi dovrebbe rappresentare la categoria a nessun livello, ma magari sono disinformato io, spero vivamente di sbagliarmi ma ho anche paura di aver centrato il problema.

Io spero di poter tornare a viaggiare in grande, da ottobre ho fatto circa 25.000km in moto senza uscire dalle Marche, c’é gente nei paesini che quando mi vede oramai mi saluta… e si sono sempre io… e intanto mentre giro in moto sogno di tornare presto in Islanda, o in Norvegia. Approfittando poi del fatto che ho più tempo per pensare mi sono rimesso al lavoro sul mio progetto della viaggiatrice perfetta.

Come più volte scritto trovo la Superténéré una perfetta compagna di viaggio in coppia. Con l’Air tender oramai é diventata anche più confortevole e sicura. Cosa ci manca per definirla la perfetta viaggiatrice? Un grande serbatoio.

Ho avuto alcune moto che facevano almeno 500km con un pieno la Stelvio1200, la 1290T KTM e il GS800 ma nessuna di queste é cosi granturismo come il Superténéré. Da una vita cerco soluzioni al problema che poi non e’ un problema. La moto arriva a 350\400km con un pieno, ma ci sono alcune condizioni come in due stracarico e con valige che messa ai 130 di GPS fa circa 300 in sicurezza e per me questo non é abbastanza.

In Norvegia avere 500km di autonomia e’ un gran bel vantaggio ma nessuno fà un serbatoio maggiorato. E allora mi metto a cercare in rete e trovo che in America un preparatore ha fatto una modifica tagliando il serbatoio originale e alzando di 5cm la parte superiore ottenendo 30\31 litri…non ci potevo credere questa é la strada.

Allora chiedo ad un amico che fa i rally se conosce qualcuno che sa saldare e lavorare un serbatoio e trovo il contatto con un bravo artigiano. Mi metto a cercare in rete e trovo su Ebay un serbatoio incidentato a 120 euro e lo compro subito. Ora ci sta’ lavorando sopra e spero in un mese circa di riceverlo verniciato e tutto poi si tratterà solo di spostare il tappo e la pompa da un serbatoio all’altro.. Spero prossimamente di poter scrivere anche dell’effetto dinamico che ha sulla moto questo serbatoio modificato. L’unico accorgimento per poter far funzionare la modifica é avere un rialzo del manubrio di almeno 3 cm ma il mio é rialzato di 5 quindi dovrebbe starci tutto senza problemi.

Ecco una piccola “stronzata” come questa é il classico esempio di come una mente come la mia possa diventare felice con poco, salvo poi appena avrò realizzato questo ennesimo “sogno” inizierò a far lavorare la mia fantasia su altro! Cosi mi mantengo giovane, o meglio continuo a rimandare l’appuntamento con il diventare una persona seria e matura, ma non é questo il bello? Certo abbiamo una crisi mondiale, la pandemia, tanti veri problemi e io sono qui a parlare di moto, ma chi mi conosce sà che dietro alla parola moto c’é la felicità per alcuni (come me) e non c’é niente di più prezioso della felicità.

Credo che ci sia una gran voglia di tornare a viaggiare per tutti, cerchiamo di farlo in maniera coscienziosa e cerchiamo di rispettare gli altri utenti della strada, e quelli che chiamavamo Angeli della pandemia ovvero gli operatori sanitari che pare per alcuni ora siano il nemico. Dimenticavo: spero di vaccinarmi presto e poter anche andare a nord.. molto a nord.

Buon viaggio!

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