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Katana Jintachi: la rinascita di un mito Suzuki

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Sulla scia della moda “revival” delle “Youngtimer” (moto degli anni ’70-’90), la Suzuki ha messo in produzione una bella replica moderna della mitica GSX-S Katana. E la Jintachi che proviamo è la versione con qualche optional in più. Che costa 14.290 Euro invece dei 13.690 Euro della versione base.

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Non c’è dubbio che negli ultimi anni siano tornate prepotentemente di moda le moto degli anni ’70-’90. Ovunque si rivolga lo sguardo, è tutto un fiorire di scrambler, naked, e anche moto fuoristrada che in qualche modo si ispirano a quell’epoca. Ed anche il mercato delle “youngtimer” (così vengono definite a livello internazionale tutte le moto appartenenti a quell’epoca) ha conosciuto un sempre maggiore interesse. Non è raro pagare dai 15.000 ai 30.000 Euro un esemplare dei modelli più ricercati di quell’epoca in buone condizioni. Non ci si deve quindi meravigliare se più o meno tutti i Costruttori abbiano deciso di mettere in produzione almeno un modello che ricordasse, in qualche modo, una delle sue icone del recente passato. Per quanto riguarda la Suzuki, la prima scelta è caduta sulla Katana. Una delle moto più “strane” degli anni ’80.

In realtà non fu mai un modello di grande successo. Troppo “diversa”, futuristica e fuori da ogni schema stilistico dell’epoca. Ma sicuramente fin dalla sua prima apparizione ha fatto fare un notevole salto di notorietà al marchio. E tanto bastò perché fosse ricordata da tutti.

Disegnata in Europa dal tedesco Hans Muth, la Katana fu presentata a colonia nel 1979 come prototipo, venne poi messa in produzione dal 1981 sulla base tecnica della GSX1100. E successivamente venne proposta anche in versione 750, con qualche piccola differenziazione estetica e nella dotazione.

Lo stesso stesso tipo di genesi si è avuto per la versione attuale. Nata in Italia (disegnata da Rodolfo Frascoli e industrializzata da Engines Engineering), la nuova Katana ha convinto la Casa di Hamamatsu che l’ha messa in produzione nel 2019. E pochi mesi dopo  è arrivata la versione speciale Jindachi, che con qualche accessorio in più e un design ancora più aggressivo viene proposta al prezzo di 14.290 (13.690 il prezzo della versione base).

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ESTETICA

La GSX1100S Katana originale non conosceva vie di mezzo. la amavi (pochi) o la detestavi (molti). Con questa riedizione in chiave moderna i giudizi sono molto meno drastici. Probabilmente perché la “modernità” del suo design è molto più vicina al senso estetico del motociclista contemporaneo di quanto lo fosse la progenitrice, che sul mercato degli anni ’80 ebbe l’effetto di un vero e proprio pugno negli occhi. 

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Ma uno dei motivi è anche che la mano ”italiana” è riuscita a smussarne alcune caratteristiche poco digeribili senza farle perdere l’indiscussa personalità. Insomma, il giudizio estetico su questa nuova proposta, nella media è molto più positivo di quanto sia stato in passato. Ad onore di chi ha lavorato su questo progetto, va anche riconosciuto di aver saputo mantenere intatto l’effetto “spigoli e tagli netti” della versione originale ma anche di aver saputo trasformare in qualcosa di assolutamente ben fatto ciò che sull’originale era indigeribile. Ci riferiamo per l’esattezza al gruppo sella/codone. Sulla vecchia sembrava avessero appoggiato per caso un materasso sul codino! Questo invece, pur nella sua semplicità, è uno dei posteriori più belli nel mondo naked. 

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E se la guardate di notte, con le luci accese, sarete ancora più facilmente coinvolti dall’effetto scenico creato dalle luci di posizione a led che sul frontale fanno da contorno al faro squadrato.

L’unica cosa che stona è il manubrio alto e largo. La vera Katana, con il suoi semimanubri era una café racer sui generis. Questa Katana invece con quel manubrio alto appartiene più alla categoria delle naked.

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FINITURE

Suzuki è una Casa giapponese ed in quanto tale fai fatica a criticare la qualità costruttiva, la scelta dei materiali ed il modo in cui sono assemblati. Ma normalmente è anche difficile esaltarsi per qualcosa in particolare su una Suzuki.

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Però la Katana Jintachi, pur nell’essenzialità delle sue fattezze, strizza l’occhio anche a chi cerca qualcosa di più.

Non a caso a distinguere la Jintachi dalla Katana standard sono proprio accessori come lo scarico Akrapovic in titanio, la sella bicolore, il cupolino con plexiglass maggiorato, le protezioni adesive carbon look disseminate qua e là su carrozzeria e serbatoio e gli adesivi specifici che adornano ruote e carrozzeria.

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Insomma, pur essendo una “solita” moto giapponese di media caratura, quindi con nessun componente che strappi l’applauso, la Jintachi non ha alcuna sbavatura o particolari buttati lì senza cura. E l’impatto d’assieme è più che positivo sul fronte delle finiture.

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COMANDI

Al manubrio troviamo blocchetti elettrici “old style” che comunque hanno dalla loro una piacevole intuitività di azionamento.

Quello di sinistra ha lo “switch” per la regolazione del sistema di controllo trazione, regolabile su tre posizioni. Facile e intuitivo anche lui nell’uso.

Solo la leva del freno anteriore è regolabile nella distanza. Nel piano inferiore ci sono pedane di derivazione sportiva e comandi standard. Delude la vista il cavalletto laterale, piuttosto “povero” di aspetto, anche se fa bene il suo lavoro.

Il largo manubrio offre una impugnatura corretta e discretamente confortevole. Quello che non ci è piaciuto è l’alloggiamento a “pozzetto” che rende scomodo l’inserimento della chiave.

[nextpage title=”Strumentazione”]

STRUMENTAZIONE

La Katana originale aveva un quadro strumenti decisamente “rivoluzionario” per l’epoca. Era semplice e compatto, con una soluzione “furba” per far stare in poco spazio tachimetro e contagiri analogici. Insomma, dava l’idea di “futuro”. Quello della versione attuale invece, pur nel suo essere completamente digitale con pannello LCD, non ottiene lo stesso effetto.

katanaRispetto ai più moderni pannelli TFT è naturalmente meno avanzato. E le scelte grafiche e cromatiche a nostro giudizio lo rendono poco leggibile. Soprattutto se parliamo delle indicazioni del contagiri. Si “leggono” bene solo le indicazioni relative alla velocità e alla marcia inserita. 

Abbiamo riscontrato anche una scarsa attendibilità dell’indicatore del livello carburante. Le indicazioni sul livello di riempimento del serbatoio, infatti, calano più velocemente nella seconda metà della scala rispetto a quando il serbatoio è pieno. 

[nextpage title=”Posizione di guida”]

POSIZIONE DI GUIDA

Il telaio della Katana deriva, come il motore, da quello delle GSX-S1000 e GSX-S1000F. Che a loro volta derivano da quello della GSX-R1000R. E questa discendenza la si riconosce, oltre che per le innegabili doti dinamiche della Jintachi, anche dalla posizione di guida. Le pedane, infatti, risultano decisamente arretrate. Sedendosi su una moto con questa struttura, e dopo aver afferrato un manubrio così largo e alto, ci si aspetterebbe di trovarle molto più avanti di dove sono. Sulle prime si è addirittura portati a posare la pianta del piede sui pedali di freno posteriore e cambio…

Insomma, non abbiamo trovato una perfetta armonia nella triangolazione sella-manubrio-pedane. Sembra quasi che la moto sia stata progettata prevedendo una coppia di semimanubri più sportivi, come nella Katana originale, con i quali queste pedane si sarebbero sicuramente sposate meglio. E che poi sia stato deciso di adottare un manubrio diverso. A parte questa nota, dobbiamo dire che la posizione di guida non risulta comunque scomoda. Sella e serbatoio sono bene armonizzati nelle forme, con la prima che risulta confortevole anche sulle lunghe percorrenze. E la guidabilità offerta dal largo manubrio e dalla sua corretta angolazione risulta molto utile in città e nei percorsi misti. 

[nextpage title=”Passeggero”]

PASSEGGERO

Il “secondo” sulla Katana è più accettato di quanto facciano supporre le forme estremamente rastremate ed aggressive del posteriore della moto. I progettisti sono riusciti a ricavare una porzione di sella tutto sommato ampia (soprattutto in larghezza). E le pedane sono ben disposte per non affaticare troppo le gambe. Carente invece la disponibilità di appigli, ad esclusione del classico cinturino che nessuno usa mai. Insomma, qualche giro fuoriporta o un passaggio in città ci stanno senza problemi. Ma non organizzeremmo una vacanza in coppia. Anche per lo sbalzo evidente fra i piani di seduta di pilota e passeggero.

[nextpage title=”Comfort di marcia”]

COMFORT DI MARCIA

Niente male la Katana sul fronte del comfort di guida. Della sella ben conformata e comoda sulle lunghe distanza abbiamo già detto. Una sorpresa è stato il godibile relax aerodinamico che la Katana regala anche al ritmo del 150-160 km/h. Guardandola dal posto di comando si ha l’impressione di guidare una naked, invece la protezione aerodinamica è risultata più che buona anche a velocità superiori ai limiti massimi concessi. E qui entra in gioco pure la posizione arretrata delle pedane. Una posizione criticabile per la guida in città, ma buona per la guida allegra sul misto e alle alte velocità.

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Perché permette di puntellare bene il corpo e sopportare meglio il carico aerodinamico sul busto del pilota. Inoltre non abbiamo riscontrato vibrazioni fastidiose sulle parti a contatto del pilota. E la proverbiale pastosità del quattro cilindri Suzuki di 999 cm3 che la equipaggia, abbinata ad una rapportatura finale adeguata, permette una più che piacevole marcia in souplace anche con le marce alte inserite. Anche in sesta sei sicuro che giocando con il gas puoi venire fuori da qualsiasi situazione. E questo aumenta la sensazione di comfort percepito dal pilota.

[nextpage title=”Motore e prestazioni”]

MOTORE E PRESTAZIONI

Non ci stancheremo mai di tessere le lodi di questo quattro cilindri Suzuki. Erede della ineguagliata stirpe dei quattro cilindri GSX-R 1000 (per l’esattezza di quello che equipaggiava la meravigliosa versione 2005-2008), ha ancora oggi una forza, una dolcezza e una trattabilità da riferimento. Senza dubbio il motore, impatto estetico a parte, è il pregio migliore della Katana.

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Anche con l’ultimo rapporto inserito è capace di riprende fluido e con una discreta spinta già dai 1.500 giri. A 3.000 giri è già pieno, corposo, forte. Poi quando arriva a 5-6.000 giri spinge abbastanza da divertirsi anche con una guida sportiveggiante… Immaginate voi, quindi, cosa sia capace di fare con i circa 5.000 giri che gli rimangono da lì in poi per arrivare al limitatore! Grande, davvero, anche se nella parte finale della sua scalata agli alti regimi si fa sentire un accenno di vibrazioni. Ma tutto sommato glielo possiamo concedere visto il divertimento che concede in qualunque modo lo si voglia usare.

Può essere infatti un affidabile compagno di incursioni serene in città, di passeggiate al trotto nell’extraurbano e di sfuriate degne di una supersportiva quando ci prendono i classici cinque minuti di follia a due ruote. E in questa versione Jintachi la sua azione è sempre sottolineata da una rumorosità di scarico garbata ma tutt’altro che anonima.

[nextpage title=”Consumi”]

CONSUMI

Più o meno la Jintachi si colloca dove ce l’aspettavamo. Non è una campionessa di consumi ridotti, ma neanche una bevitrice esagerata. La discendenza GSX-R di metà anni 2000 si fa sentire. Questo non è uno di quei motori Euro-5 di ultima generazione “costretti” a centellinare benzina dalle normative antinquinamento sempre più restrittive. Comunque con una condotta allegra ma non esagerata si superano i 16 km/litro. E a “velocità codice” costante in autostrada si possono sfiorare i 18 km/l. Il vero problema sul fronte percorrenze non è dato tanto dai consumi, ma dalla ridotta capacità del serbatoio. Con i suoi 12 litri si fa fatica a percorrere più di 200 km fra un pieno e l’altro.

[nextpage title=”Frizione e cambio”]

FRIZIONE E CAMBIO

Il reparto trasmissione della Katana fa discretamente il suo lavoro. la frizione ha un azionamento morbido, anche se non possiamo definirla il massimo dal punto di vista della progressività di intevento. Il comando a pedale del cambio fa un po’ di resistenza  nell’azionamento (il classico “scalino” nelle marce basse) che a volte ne limita la velocità di inserimento. Insomma, bisogna essere decisi con il piede quando si vuole cambiare marcia rapidamente. La trasmissione finale invece è molto silenziosa e “morbida” nel funzionamento.

[nextpage title=”Guida”]

GUIDA

Come dobbiamo giudicare la Jintachi? Si tratta di una moto da catalogare fra le cosiddette “streetfighter” o va considerata una naked da città? Difficile decidersi, anche perché quando la guidi ti rendi conto che può svolgere entrambi i compiti senza battere ciglio. Usata come una qualunque naked svolge bene il compitino dal punto di vista dinamico. D’altro canto, con quel motore e quel telaio quale moto avrebbe problemi a dimostrarsi facile, reattiva, intuitiva e divertente? C’è da dire però che non è facile limitarsi a usarla come un semplice commuter cittadino. Vuoi per il blasone del nome, vuoi per l’aspetto cosi aggressivo e al tempo stesso piacevole, vuoi per il prurito che fa venire alle mani quel motore da 150 CV così piacevole da domare, è inevitabile farsi prendere dalla voglia di farla sfogare un po’…

E lei ci sta, a patto di non esagerare. Ha sospensioni giustamente tarate per percorsi medio-lenti e per offrire un giusto livello di comfort nell’uso quotidiano. Ricordiamoci che è equipaggiata con componenti tecniche di medio livello (gomme, freni, ecc) e dichiara un peso di 215 kg. Quindi non aspettatevi che possa aggredire le curve di montagna con la disinvoltura che serve per sbandierare il posteriore in staccata e piantare le pedane a terra in piega. Ma entro certi limiti si fa apprezzare per l’equilibrio e la relativa neutralità della ciclistica e per l’inesauribile generosità del motore. Insomma, se si impara a sfruttarla per quello che è, i famosi “cinque minuti di rutto libero” la Katana non li nega a nessuno.

[nextpage title=”Freni”]

FRENI

Dell’impianto a doppio disco anteriore si apprezza la consistenza della risposta, e anche la dolcezza di intervento nella prima fase di corsa della leva, che garantisce decelerazioni tranquille alle basse andature. La risposta alle “pinzate” più decise non è di quelle che possono mettere in difficoltà nella guida quotidiana.

Però ci è piaciuto l’abbinamento della taratura della risposta del doppio disco anteriore con quella della forcella, che appare solida e consistente anche quando c’è da applicare frenate di emergenza. E sull’anteriore è apprezzabile anche la non eccessiva invasività dell’ABS. Cosa che invece a volte limita un po’ la funzionalità del freno posteriore. Qui infatti l’ABS entra in gioco un po’ troppo presto, almeno rispetto alle aspettative dei piloti più esperti.  

[nextpage title=”Capacità di carico”]

CAPACITÀ DI CARICO

Con quel posteriore così slanciato e “pulito” sarebbe stato un peccato sporcare la linea della Katana con un qualunque tipo di maniglia e/o portapacchi. Insomma, tutto quello che si può portare sulla Jintachi è una borsa legata sulla sella del passeggero. O al massimo le si possono  applicare una piccola borsa da serbatoio e un paio di borse laterali morbide di quelle universali. Ma d’altro canto questa non vuole essere certo una moto da turismo. 

[nextpage title=”Impianto di illuminazione”]

IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE

Non fatevi trarre in inganno dalla forma squadrata del faro che riprende quasi integralmente il design della progenitrice degli anni ’80. La Katana ha un impianto di illuminazione moderno ed efficace. Ed in più, grazie alle luci a Led laterali, l’impatto “scenico” nella guida notturna è assicurato. Impossibile non voltarsi a guardare una moto che di notte, grazie a quei fari, sembra uno squalo con la bocca spalancata pronto a divorare chiunque!

E gli stessi complimenti li dobbiamo rivolgere all’impianto posteriore. La “gemma” con le estremità a forma di boomerang rende visibilissima la moto e sottolinea in modo perfetto le doti stilistiche della nuova Katana.

[nextpage title=”Prezzo e concorrenti”]

PREZZO E CONCORRENTI

La Suzuki Katana costa di listino 13.690 Euro. Mentre la versione Jintachi da noi provata è proposta a 14.290 Euro. 600 Euro in più che si giustificano abbondantemente con gli accessori che vi sono montati. Un prezzo praticamente allineato a quello delle maggioranza delle concorrenti, soprattutto di quelle giapponesi. Sia nel caso della versione base, sia per quanto riguarda quella accessoriata, che ormai nessuno si fa mancare in listino.

Ma quali sono le concorrenti, e quali i pregi/difetti della Suzuki Katana Jintachi nei loro confronti?

Abbiamo deciso di confrontare la Katana con le naked di grossa cilindrata a tre o quattro cilindri. Ecco una nostra personalissima analisi/confronto in ordine alfabetico. Con l’avvertenza che alla voce prestazioni se ne giudica l’insieme. Quindi tenendo conto delle prestazioni motoristiche e di quelle ciclistiche.

Suzuki Katana Vs BMW S1000R 

  • Estetica/dotazione a vantaggio BMW.
  • Prestazioni a vantaggio BMW.
  • Fruibilità alla pari.
  • Rapporto qualità/prezzo alla pari.

Suzuki Katana Vs Honda CB1000R 

  • Estetica/dotazione alla pari.
  • Prestazioni alla pari.
  • Fruibilità a leggero vantaggio Honda.
  • Rapporto qualità/prezzo alla pari.

Suzuki Katana Vs Kawasaki Z1000 

  • Estetica/dotazione a leggero vantaggio Suzuki.
  • Prestazioni a vantaggio Suzuki.
  • Fruibilità a leggero vantaggio Suzuki.
  • Rapporto qualità/prezzo alla pari.

Suzuki Katana Vs MV Agusta Brutale 1000 RR 

  • Estetica/dotazione a vantaggio MV Agusta.
  • Prestazioni a vantaggio MV Agusta.
  • Fruibilità a vantaggio Suzuki.
  • Rapporto qualità/prezzo a vantaggio Suzuki.

Suzuki Katana Vs Triumph Speed Triple S 

  • Estetica/dotazione a vantaggio Triumph.
  • Prestazioni a vantaggio Triumph.
  • Fruibilità a leggero vantaggio Suzuki.
  • Rapporto qualità/prezzo a vantaggio Triumph.

Suzuki Katana Vs Yamaha MT-10 13.899

  • Estetica/dotazione a vantaggio Yamaha.
  • Prestazioni a vantaggio Yamaha.
  • Fruibilità alla pari.
  • Rapporto qualità/prezzo a vantaggio Yamaha.

Insomma, come potete vedere, bene o male la Katana costa, va ed è equipaggiata come quasi tutte le concorrenti. È quindi una naked moderna. Che può avere come punto a favore una estetica sicuramente fuori dagli schemi usuali.

[nextpage title=”Scheda tecnica”]

SCHEDA TECNICA

[nextpage title=”Pagella”]

PAGELLA