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Elettrizzante India Elettrizzante India: sulla mobilità sostenibile il Governo del subcontinente spinge l'acceleratore. Ma l'elettricità, ci dicono da Glasgow, sarà prodotta da fonti fossili fino al 2070.

Elettrizzante India, si prevede che il mercato indiano dei veicoli elettrici supererà nel 2030 il valore di 150 miliardi di dollari, espandendosi a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 94,4%. I sostanziosi contributi pubblici per la e-mobility messi a budget dal governo di Delhi per sostenere le vendite di veicoli elettrici e ibridi e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica in molte aree del Paese dovrebbero dare un forte impulso allo sviluppo del mercato, soprattutto quello delle due ruote. A partire dal comparto della mobilità condivisa e della micro mobilità, dove come micro mobilità in India si intendono piccoli veicoli mossi da umani o da motori elettrici che non raggiungono la velocità di 50 km orari.

Come nota la giornalista indiana Suroopa Chatterjee, dopo l’ondata Covid “si sta osservando un grande aumento degli investimenti nella micro mobilità visto lo scetticismo dei pendolari verso il trasporto pubblico”.

Ed è proprio la più importante piattaforma indiana di mobilità condivisa ad avere avviato il progetto di quale che sarà al contempo la più grande fabbrica al mondo di scooter elettrici e con manodopera esclusivamente femminile.
La Future Factory di Ola Electrics nello stato indiano del Tamil Nadu è un investimento complessivo di oltre 32 miliardi di dollari: avrà a regime 10.000 dipendenti, al 100% donne in tutte le aree aziendali, automazione industriale con 3000 robot e una capacità produttiva di 10 milioni di unità l’anno. Lo stabilimento si estenderà su una superficie di 2 chilometri quadrati e, una volta completato, si prevede che sfornerà il 15% della produzione mondiale di veicoli a due ruote, di cui il 30-40% destinata ai mercati di Asia extra India, Europa e America Latina. La fabbrica è già operativa, partita con una capacità produttiva di un milione di unità raddoppiabile in un anno se la domanda lo comporta.

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E la domanda c’è: Ola ha annunciato che le vendite dello scooter elettrico S1 stano andando molto bene, con centinaia di migliaia di pre-ordini e produzione quindi molto sostenuta. Prime consegne attese nella primavera del 2022, con un prezzo sul mercato indiano di poco superiore ai 1000 euro (tra 100.000 e 120.000 rupie). E in prospettiva arrivo anche sul mercato europeo.

Elettrizzante India. Nella mobilità elettrica a due ruote in India si muove anche Piaggio, che nel Paese è leader di mercato nelle tre ruote con Ape, e solo per l’India lanciato appositamente i modelli elettrici eCity per il trasporto passeggeri ed eXtra per il cargo. Ultima novità, nell’autunno 2021 Piaggio si è alleata con BP British Petroleum per sviluppare servizi per l’e-mobility: ricarica veicoli e sistemi e stazioni di batterie intercambiabili. Il Memorandum of Understanding siglato dalle due multinazionali europee riguarda la collaborazione in più mercati asiatici molto importanti: oltre all’India anche Cina, Indonesia e Vietnam. E ovviamente anche l’Europa. Secondo Piaggio e BP il numero di veicoli elettrici a due e tre ruote nel mondo potrebbe triplicare entro il 2040, arrivando a 750 milioni pari all’80% del totale.

Un altro produttore italiano di due ruote elettriche che sta guardando all’India è Askoll Eva, società del Gruppo Askoll specializzato in tecnologie per i motori elettrici in vari ambiti di applicazione. Askoll Eva, che per il momento vende i suoi veicoli nei mercati europei, turco e israeliano, sta infatti studiando una strategia di espansione anche in Asia, Nord America e Sud America. Nel caso dell’India l’idea è di non partire direttamente con l’offerta di propri veicoli bensì di piattaforme tecnologiche in joint venture per fornire componentistica come motori elettrici e batterie ai grandi produttori indiani di motoveicoli. Un piano che nel 2020 e 2021 è stato rallentato dalla pandemia ma che il Gruppo Askoll intende riprendere.

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