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Prova BMW R 18 Classic, la cruiser in vero acciaio bavarese Sorprende per linea, fattura e prestazioni

BMW R 18

La BMW R 18, la bavarese bicilindrica dotata del motore boxer più grande mai costruito, è una vera sorpresa. Ad una linea affascinante unisce tutti gli elementi che servono per farsi amare dagli appassionati del genere. Personalità, cura maniacale dei dettagli e tanto, tanto metallo in ogni componente. E se parliamo di prestazioni fa impallidire qualsiasi concorrente, soprattutto quelle “made in USA”.

BMW aveva già provato in passato, con la R Classic costruita dal 1997 al 2004, ad entrare nel mondo Cruiser. Ma nonostante gli sforzi promozionali, quel modello non entrò mai nel cuore degli appassionati. Passati quindici anni, BMW ci riprova con la R 18. Ed i presupposti sono completamente differenti.  

BMW R 18

Se la Classic, pur ammiccando al mondo cruiser, rimaneva legata per molti elementi strutturali alla cultura motociclistica europea, la R 18 ha saltato il fosso e si è buttata a capofitto nel mondo yankee, del quale riprende tutti gli elementi caratteristici. A cominciare dalla cilindrata esagerata (1.802 cm3) e dalla coppia strabordante del suo monumentale big boxer (150 Nm). Per non parlare delll’interasse chilometrico, della sella rasoterra e del peso che definire “abbondante” (345 kg a secco) è un eufemismo. E se tutto questo non bastasse, a renderla degna del passaporto di vera cruiser, ci pensano anche il serbatoio a goccia ed in generale lo stile classico che più classico non si può.

BMW R 18

Quindi, appena saliti in sella, se si chiudessero gli occhi e ci si affidasse solo al tatto e alle sensazioni che si provano nei primi metri, non si farebbe fatica a pensare di essere lungo una qualunque delle 656 miglia della State Route 1, la famosa autostrada che corre lungo la costa della California.

BMW R 18

Ce lo fanno pensare lo sterzo pesante in manovra, la posizione di guida semisdraiata, la risposta secca delle sospensioni sulle asperità, l’impugnatura da “mani da fabbro” del largo manubrio e tanti altri dettagli. Ma poi, tenendo bene aperti gli occhi e fidandosi degli altri sensi, si scopre che questa R 18 è americana solo dove serve per fare scena, ma molto “europea” dove invece bisogna rassicurare il pilota con una guida sicura e, nei limiti del possibile, gratificante.

Il motore è forte e possente, e non produce rumore, ma spinta!

A cominciare dalle prestazioni del motore. Forte, possente, ma al tempo stesso rotondo e regolarissimo, il Big Boxer è una forza della natura ma gentile. Un po’ fastidioso, come tutti i boxer BMW, per la coppia di rovesciamento da fermo dovuta alla trasmissione ad albero, e per l’altrettanto celebre funzionalità in stile “clanck-clank” del cambio, ma gratificante come pochi concorrenti di categoria una volta in movimento. Messa la sesta, sfiori l’acceleratore anche a meno di 1.000 giri ed è come se una mano potentissima ti spinga alle spalle con i suoi 150 Nm di coppia fino a far arrivare il contagiri in poco tempo a 5.000 giri, ad una velocità indicata di circa 200 km/h. In quinta marcia raggiunge lo stesso regime e la stessa velocità. Quindi la sesta è soltanto una “overdrive” per la marcia autostradale. Ma le prestazioni sono anni luce avanti rispetto alle concorrenti. Superati i 2-3.000 giri, questo Big Boxer non produce rumore di sferragliamento, ma sostanza, spinta e gratificazione.

Il bello della R 18, anche nella versione Classic da noi provata, quella con parabrezza e borse laterali, è che non si fa spaventare dalle andature europee. A 140-150 indicati affronta i curvoni veloci con una stabilità e una precisione che mai ti aspetteresti da una cruiser. E lanciata alla massima velocità, non se ne va sbandierando a destra e sinistra sulla carreggiata e muovendo nervosamente il manubrio come invece avviene nella maggior parte dei casi con le cruiser USA. Questa se ne sta su un binario e non lo molla cascasse il mondo.

Come tutte le cruiser, la BMW R 18 non nasce per la velocità.

Certamente la velocità non è il suo regno d’elezione. La “confort zone” della R 18, come per tutte le cruiser sono le passeggiate ad andatura che non superi i 100-120 km/h. Però con la Classic il parabrezza libera il pilota dal peso della spinta dell’aria, e questo è un bell’andare. Anche perché non crea mai problemi di stabilità.

La posizione di guida non è male, soprattutto per chi è alto. Si sta in sella abbastanza rilassati con la schiena purtroppo leggermente reclinata all’indietro e le gambe che toccano i condotti di aspirazione (uno dei pochi particolari in plastica di questa moto), ma non arriva calore in abbondanza dal motore.

Lo strumento circolare ha un piccolo pannello LCD che si comanda dai pulsanti del del blocchetto elettrico di sinistra e tutte le informazioni risultano chiare e ben visibili. Peccato che non sia prevista l’indicazione dell’autonomia residua una volta entrati in riserva.

La risposta delle sospensioni è secca solo sulle sconnessioni affrontate ad alta velocità mentre invece quando la velocità è abbastanza rilassata la moto risulta discretamente confortevole, nonostante la ridotta escursione della sospensione posteriore.

Le borse laterali sono molto belle ma c’entra ben poco… Molta scena poca resa insomma. E poi c’è il problema che non hanno una serratura. E Se si guida sotto la pioggia battente qualche infiltrazione d’acqua dovete aspettarvela.

I consumi sono buoni. Andando via a 120 km/h si fanno 20 km al litro ma in generale non si riesce a scendere sotto i 18 km litro anche sfruttando bene la coppia del motore e facendolo girare allegro tirando le marce.

La migliore maxi cruiser attualmente sul mercato.

In definitiva, la BMW R 18 è probabilmente la miglior cruiser attualmente sul mercato. Non tradisce lo spirito della categoria per come è costruita. Metallo pesante, possanza sottolineata in ogni particolare (per rendervene conto guardate le leve di freno e frizione che saranno spesse non meno di 2 cm, o prendete in mano il tappo del serbatoio, che peserà non meno di mezzo chilo!), dettagli curati come meglio non si potrebbe (per questo BMW scrive orgogliosamente sul quadro strumenti “Berlin Built”). E in più, rispetto alle rappresentanti originali del segmento (le tanto celebrate Harley ed Indian), ha una consistenza tecnica e capacità dinamiche decisamente superiori. 

Insomma, i 22.990 Euro richiesti per questa moto (25.500 per la versione Classic da noi provata), sono molto più giustificati rispetto al prezzo di tante concorrenti.

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