Sulla scia di quanto sta accadendo negli USA con il movimento Black Lives Matter, la “Confederate” ha deciso di rinominarsi “Combat Motors”.
L’azienda americana “Confederate”, con sede in Alabama, specializzata in moto iperesclusive e ipercostose, ha cambiato il suo controverso nome in “Combat Motors”. Questo sulla scia di quanto sta accadendo nelle proteste del movimento globale Black Lives Matter.
Nel 2017, la società aveva già preso in considerazione la possibilità di cambiare nome dopo i disordini avvenuti a Charlottesville, in Virginia. Dove una persona fu uccisa e 26 furono ferite quando un’auto guidata da un “suprematista” investì una folla di persone che protestavano appunto contro una manifestazione dei supermatisti bianchi.
Inoltre, il presidente della Confederate Motors, H. Matthew Chambers, aveva già introdotto il nome “Curtiss Motorcycles” per la divisione dei loro modelli elettrici. Il nome in questo caso si ispira al famoso aviatore e motociclista USA Glenn Curtiss.
Nel 2017 Chambers ammise di aver “subito molte perdite nel business” e “perso opportunità di branding” a causa del nome dell’azienda. Tuttavia, ha continuato a produrre motociclette a motore endotermico con il marchio “Confederate”.
Ora, con il movimento Black Lives Matter sempre più attivo e le statue e i monumenti razzisti e confederati presi d’assalto in tutto il mondo, l’azienda ha ceduto. E ha deciso di cambiare il nome in “Combat Motors”.
La decisione è stata annunciata con un lungo comunicato ufficiale, pubblicato anche sui profili social dell’azienda. Nel comunicato si legge che il nome è stato cambiato “per riflettere meglio lo spirito e i valori del team di Combat Motors, dei suoi fornitori e dei clienti”.







