
Il 2017 ha registrato un drammatico aumento (19%) del numero delle vittime tra i motociclisti, soprattutto tra i giovani sotto i 40 anni di età, e un aumento del numero di feriti. Nella sola Lombardia sono avvenuti 7647 incidenti con 89 morti e 7960 feriti, per una cifra in costi sociali nell’ultimo triennio superiore al miliardo e mezzo di euro, di cui il 60% del totale destinato alla cura e all’assistenza dei feriti. Il 26% dei motociclisti deceduti rappresenta una percentuale inferiore soltanto a quella dei conducenti e passeggeri di autovetture (37%), e la percentuale più elevata della categoria degli utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti rispettivamente 21% e 9%).
Evidentemente le campagne di sensibilizzazione alla sicurezza stradale finora realizzate non sono state sufficienti a cambiare i comportamenti sbagliati di guida come l’elevata velocità, la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e della distanza di sicurezza, tra i principali motivi di causa di incidente. La mancanza di controlli sulle strade e di un equo sistema sanzionatorio che infligga pene certe, il traffico in costante aumento, l’eterogeneità dei veicoli circolanti per dimensioni e caratteristiche dinamiche, sono concause che aggravano la situazione, così come l’inadeguatezza delle infrastrutture stradali e la loro scarsa manutenzione sono cause di lesioni talvolta incompatibili con la vita.Pur tenendo presente tutti questi fattori, è doveroso farsi tuttavia un esame di coscienza e chiedersi: cosa facciamo per circolare più sicuri, per la sicurezza stradale? Siamo disposti a moderare la velocità? Siamo disposti a concentrarci sulla strada evitando qualsiasi distrazione? Siamo disposti a rinunciare al casco jet che ci fa sembrare trendy per indossare quello integrale? Siamo disposti a rispettare il Codice della strada, anche se non c’è una pattuglia o l’autovelox che ci controlla? E’ impegno di ciascuno adeguare la propria condotta di guida all’ambiente circostante. E non occorre che ci debba essere qualcuno a dirci: «Fai attenzione alle buche oppure alla ghiaia o alle foglie morte che rendono l’asfalto viscido…». Se ci impegniamo seriamente, rischieremo molto meno e avremo poi ragione a inveire contro chi non cura la manutenzione delle strade.






