È ŞULE ÖZÜRÜN BENDLER, NON UNA MOTOCICLISTA COME TUTTE LE ALTRE

Şule non è una motocilista come tutte le altre. È una donna speciale. È una donna che ha sfidato le convinzioni etiche e religiose di molta gente del suo Paese per rivendicare il diritto di essere se stessa. Di essere donna e girare in moto. Da sola. Anche dalla Turchia al Nepal. Sfidando religioni, usi e costumi, convenzioni sociali, la paura di essere sola in un viaggio difficile e lungo.

Sule viene dalla Turchia.

 

E’ cresciuta in un Paese dove la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Lyen, nell’incontro col Presidente turco Erdogan è rimasta senza sedia perché donna.

Şule non è una motociclista come tutte le altre. Ha lottato, in maniera sobria, semplicemente “facendo” ciò che desiderava, realizzando in azione i propri diritti al pari degli uomini e… non è rimasta senza sella!

Şule vive in un Paese che ha annunciato il proprio ritiro dalla Convenzione di IstanbulLa Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica. Ha affrontato i pregiudizi di molti uomini e molte donne della sua terra per affermare se stessa, la sua personalità, i suoi desideri, i suoi bisogni, le sue propensioni.

Questa “motociclista nel sangue” vive in un Paese, la Turchia, in cui il 93,5% delle donne è alfabetizzato e l’87,2% delle donne ha conseguito un’istruzione primaria e secondaria. Eppure la percentuale di donne lavoratrici in Turchia è del 37,5%. Basta leggere questi numeri per comprendere la condizione della donna in questo Paese, il riconoscimento del suo valore sociale e la considerazione di cui gode dal punto di vista politico ed economico.

Şule non è una motociclista come tutte le altre

Ecco, in questo clima vive Şule, una donna che ha la moto e il senso di avventura nelle vene.

Şule Özürün Bendler abita ad Afyon, al centro tra Bursa, Izmir, Konia e Ankara con il marito, la figlia ventitreenne e un simpatico cane. È istruttrice di yoga e pilates, le piace molto cucinare e impazzisce per un piatto particolare: l’avocado al forno con noci e prezzemolo.

Afyon

Quando hai iniziato a guidare la motocicletta?

Ho iniziato a guidare la mia prima motocicletta, un’Honda Cbr 125, da grande, a 35 anni. Da allora ho avuto sei moto. Adesso guido un’Honda CRF 250L.

Şule non è una motocilista come tutte le altreAnni fa (adesso Şule ha poco più di 50 anni) aveva così tanta voglia di montare una motocicletta da iniziare a fare ricerche su come imparare a guidarla. Nella sua città non c’erano istruttori o scuole di guida come adesso. Sule ricorda con molta tenerezza il suo Maestro di allora, della Honda Ridyng School, non lo dimenticherà mai… ed è sicura che anche il suo istruttore si ricorderà di questa ragazza povera e orgogliosa che voleva guidare la motocicletta come un uomo.

 E intorno a te? I famigliari, gli amici, all’inizio cosa pensavano  di questa tua idea?

Non sono mai stata osteggiata dalla mia famiglia: i miei familiari erano solo molto spaventati. Pensavano che questa donna, già madre di una bimba, nell’imparare a guidare una moto potesse farsi male. Ma si arresero presto scoprendo quanto questa giovane donna ci tenesse, si divertisse a cavallo della sua moto. Intorno a me, tra i miei amici c’era molto consenso sul fatto che fossi diventata una biker. Şule, infatti, gode di un consenso notevole nel suo Paese tra i motociclisti. È diventata in breve tempo molto conosciuta stimata e rispettata dal popolo motociclistico turco.

Qual è stato il tuo viaggio più importante?

Şule non è una motociclista come tutte le altreHo viaggiato da sola dalla Turchia fino al Nepal. È stata un’impresa molto dura, ma anche eccitante, entusiasmante. Mi sono preparata duramente. Sia in palestra, fisicamente, che anche psicologicamente grazie allo yoga. Ho incontrato gente straordinaria, fatto esperienze incredibili, percorso strade meravigliose. Viaggiare sola, con la mia anima, con i miei pensieri è una cosa che adoro. “In effetti, la filosofia di noi enduristi … non è quella di mettere in pericolo se stessi, i propri cari e il proprio motore mentre ci si sposta da un punto all’altro ad alta velocità, ma godersi la natura, i sentieri, i paesaggi e il momento a velocità calma”.

Quanto spesso parti? Da sola? Con un gruppo? Con tuo marito?

Parto da sola. Preferisco i viaggi in solitaria. Mio marito e mia figlia rimangono a casa. Può sembrare strano, ma è una mia passione che i miei familiari apprezzano. Prima della pandemia riuscivo a partire una volta l’anno. Adesso… purtroppo… siamo tutti fermi, me compresa e non mi resta che allenarmi in palestra pensando al prossimo viaggio.

Anche se mi sposto da sola in realtà la rete dei social non mi abbandona mai: gli amici motociclisti dei vari Paesi che attraverso spesso mi suggeriscono mete, strade, luoghi, mi indicano i percorsi migliori, mi danno una mano, insomma. A volte ci incontriamo, tutti insieme, anche per una cena. È divertente!

È chiaro, Şule, che non sei una motociclista come le altre. Come organizzi i tuoi viaggi?

La preparazione fisica e psicologia sono alla base di un buon viaggio. Certamente studio molto i Paesi, le strade, i luoghi nei quali desidero arrivare…. A volte prenoto anche gli alberghi o i luoghi dove soggiornare più a lungo, ma molto più spesso non lo faccio: mi piace essere libera e muovermi nei posti come meglio mi piace, così come le mie forze e i miei desideri mi suggeriscono.

ŞULE NON UNA MOTOCICLISTA COME TUTTE LE ALTREAvrai certamente avuto esperienze difficili nei tuoi viaggi…

Sule ci pensa un po’… e poi – con la certezza di chi sa di non raccontare nulla di speciale, risponde – “Beh in effetti guidare da sola nel deserto non è stato facile, né bello. Più di una volta ho avuto paura. Ma sono qui! Se ne esce sempre, occorre avere fiducia in se stessi”.

Şule non è una motocilista come tutte le altre

“Realizzare la propria leggenda personale secondo me è l’unico vero obbligo di una persona. E quando vuoi qualcosa, l’intero Universo collabora per la realizzazione del tuo desiderio. ” Comunque in Pakistan e in Belucistan ho attraversato – come donna –  momenti molto brutti nei quali mi sono sentita davvero in pericolo.

Şule non è una motocilista come tutte le altre

I tempi di Luna Nuova sono momenti ideali in cui hai le energie più forti per ricominciare. Occorre lasciare che la luna nuova ti tenga la mano per diventare migliore e nuova, libera dal dolore, dalla rabbia e dalle paure che hai sperimentato in passato”.

Cosa vorresti dire alle ragazze del tuo Paese che vorrebbero calcare le tue orme? Alle ragazze turche che vorrebbero imparare a guidare le moto? Tante donne in Italia sono certa apprezzeranno le tue parole!

Direi loro, semplicemente, “saltate in sella e imparate a guidare!” Anche se siete mamme. Dipende solo da noi stesse! “Se io posso esprimermi liberamente come donna, se posso fare il lavoro che amo e stare in piedi da sola, se posso esistere nella vita sociale “con la mia individualità” senza bisogno di nessuno, lo devo solo ad ATATÜRK. VIVA LA REPUBBLICA”

ŞULE NON UNA MOTOCICLISTA COME TUTTE LE ALTRE

Scoprire la filosofia sulla quale il pensiero di questa donna caparbia e coraggiosa si fonda è stato davvero un piacere inaspettato. Şule è un esempio di libertà e forza per molte donne, motocicliste e non. Ci riproponiamo di incontrarci presto, in Turchia, la prossima estate, con le nostre moto, pronte per un’avventura su strada e dentro le nostre anime.

Şule non è una motocilista come tutte le altre

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