ALPS TOURIST TROPHY LIGURIA 2022 IL PUNTO DI VISTA FEMMINILE

ALPS TOURIST TROPHY LIGURIA 2022

Da tanti anni sono un’appassionata di Harley Davidson e di lunghi viaggi in giro per l’Europa, però ho sempre tenuto in un cassetto il desiderio di avventurarmi in fuoristrada, affrontare a bordo della mia fida compagna lunghi sterrati e sentieri impegnativi su e giù per le montagne attraversando boschi, paesaggi unici e vedere la potenza della natura che ci circonda.

Quest’inverno grazie a Yamaha ed al Team Valentini Moto ho potuto cominciare ad allenarmi nelle tanto sognate “mulattiere” ed il weekend del 23-24 aprile mi si è presentata l’occasione di debuttare in una gara a carattere nazionale, ALPS TOURIST TROPHY LIGURIA 2022, a bordo della bellissima Ténéré 700.

Ho sulle spalle solo un paio di mesi di off in sella alla WR 250 4t Yamaha con cui sto perfezionando postura in sella e tecnica di guida. Ma con questa opportunità imminente ad Aprile potevo capire e vedere a che punto ero della preparazione. Qualche giorno prima dell’evento ho provato la Ténéré 700 in offroad per un centinaio di km su strade bianche nella mia zona.

I tempi per provare questa moto erano stretti ma non ho esitato ad accettare l’invito e quindi mi sono recata in terra ligure per correre la prima prova dell’Alps Tourist Trophy 2022, una serie di eventi creati dall’organizzatore della Gibraltar Race, dove oltre che alla guida in fuoristrada viene premiata anche la capacità di orientarsi nella navigazione con l’utilizzo del GPS. Una modalità che m’ha sempre incuriosito perché lo reputo un buon allenamento anche per i moto viaggiatori e non solo per piloti.
La location della partenza era straordinaria! Il paddock delle verifiche amministrative e tecniche erano direttamente sulla spiaggia di Spotorno e tutta la prima giornata si è svolta sotto un bel sole cullato però da un forte vento freddo che faceva presagire un’imminente cambio delle condizioni meteo.

La giornata è scivolata velocemente tra il controllo della documentazione, del libretto della moto, la verifica dei numeri di telaio ed anche la fonometrica per controllare che le moto siano tutte in regola con il codice della strada. La moto la conosco già bene, è una Ténéré 700 che mi è stata messa a disposizione già da un po’ di tempo e che è stata appositamente preparata per le mie caratteristiche di guida e per la mia altezza dalla Andreani Group. Uno scarico un po’ più leggero della Xracing ed un supporto GPS della Twalcom hanno poi completato la preparazione della moto per questa serie di eventi.

Alla sera partecipo al briefing dell’organizzazione dove ci viene spiegato nel dettaglio tutto quello che dovremo fare il giorno seguente in gara. E lì scopro quanto sia comunque complessa questa formula di gara! Tempi imposti, percorso segreto sino a 10 minuti prima della partenza…una gara prima di tutto contro se stessi perché per me che sono al debutto, tutto è tremendamente difficile da capire. Per fortuna l’ambiente è cordiale ed amichevole e numerose persone conosciute durante il pomeriggio mi danno numerosi consigli!

Alla mattina del sabato mi sveglio in albergo ed il cielo è grigio…molto grigio! Promette acqua…
Devo ammettere la mia preoccupazione in quanto non ho mai guidato in fuoristrada sul bagnato, però conosco l’equilibrio smisurato della Ténéré 700 e mi sono tranquillizzata: mal che andasse potevo rallentare e studiare il terreno quasi da ferma senza grosse difficoltà, complice l’ottimo angolo di sterzo e la corretta conformazione del serbatoio una volta in sella, caratteristiche che mi permettono il massimo controllo anche a bassissima velocità. Sembra banale ma per chi come me non ha gambe potenti o lunghe ci lascia la possibilità di pinzare bene con le ginocchia.


Mi vesto pesante e preparo per ogni evenienza il giubbettino anti acqua da tenere sotto la sella.
8:08, questo il mio orario di partenza. Mi reco in prossimità del gonfiabile dell’organizzazione in spiaggia dove avviene la partenza circa 20 minuti prima, mi viene data la tabella dei tempi che dovrò rispettare ed il mio GPS con la traccia caricata da seguire. La traccia è visibile come un normale navigatore satellitare su tutto il percorso a parte i settori selettivi dove mi verrà preso il tempo e che alla sera saranno la base per stilare la classifica di arrivo. In questi settori sono presenti solo i Way point, dei punti indicati in mappa dove è obbligatorio passare seguendo la numerazione indicata, pena l’attribuzione di penalità che poi vengono sommate al tempo che impiego per fare la speciale. La bravura sta quindi nel trovare la strada migliore per congiungerli impiegando un tempo imposto dall’organizzatore per fare la speciale stessa. Ogni secondo in più od in meno viene contato come penalità.

Tante nozioni per me al debutto!…in più inizia a diluviare!

Parto per la prima speciale dopo appena 3,5km dalla partenza e subito capisco che la difficoltà del terreno ligure in più bagnato mi costringerà a fare una corsa tutta all’attacco senza controllare i tempi imposti in quanto troppo tirati. Addirittura forti piloti ben preparati per questa disciplina si vedevano attribuire ritardi per cui mi sono concentrata sul trovare un buon passo che mi permettesse di portare alla fine di 240 km di offroad la mia Ténéré 700. Esco dalla prima speciale già completamente inzuppata ma divertita e comincio a macinare chilometri e chilometri su e giù per le montagne sempre sotto un’acqua costante in mezzo alla nebbia…meno male che il giorno prima c’era il sole.

Ad un certo punto ho trovato una discesa di tornanti nel fango. Non ho mai guidato su questo tipo di terreno ed ho deciso di far “scorrere” la moto. Il suo peso (in quel momento mi faceva comodo!) e l’erogazione dolce del motore hanno fatto in modo di non aver bisogno di toccare i freni e la mia tensione si è trasformata in un ascolto della moto sotto di me. Queste caratteristiche del Tenere 700 hanno reso semplice quello che a prima vista sembrava impossibile: non cadere. Una delle poesie più belle che ricerco sempre in ogni viaggio.

La moto per fortuna mi asseconda benissimo con le gomme Geomax della Dunlop che mi regalano un grip elevatissimo che mi tolgono con facilità dai numerosi trabocchetti viscidi lungo il percorso. La sensazione sulle sassaie era di un piccolo trattore, un qualcosa con movimenti ciclici, meccanici e di resistente che macina metri ad ogni scoppio del motore senza grosse difficoltà. Un’immagine che m’ha aiutato a credere nella sicurezza di queste gomme.

Dopo circa 80 chilometri uno scorcio di sole e subito mi fermo assieme a due miei amici compagni di avventura a riposare 5 minuti e mangiare una barretta energetica! Ci sono 11 gradi…quasi un miracolo!

Si riparte e dopo 5 chilometri ricomincia a piovere! Altre due speciali scivolano durante la giornata, intervallate da continui scrosci ed una nebbia onnipresente appena si sale di quota.

Ad un certo punto prima della quarta ed ultima prova speciale, dopo circa 190km di gara troviamo un albero che blocca il sentiero, impossibile spostarlo, l’unica cosa da fare ed aggirarlo passando per il bosco.

E qui scopro qual è la bellezza di base di questa disciplina. Si è in una gara a carattere nazionale, in speciale ognuno dà il meglio per sé stesso ma fuori dalla sezione dei tempi si è tutti amici con un’unica passione comune. La famosa compagnia della spinta si fa avanti e tutte le moto vengono portate oltre, anche una grossa BMW GS 1250 da oltre 250 kg!

Ma la stanchezza ed il freddo iniziano a farsi sentire, in più il mio GPS si spegne di colpo senza preavviso e non riparte più. Una lunga pietraia bagnata anticipa l’ultima delle quattro speciali, molti sassi…viscidi…sono in piedi in terza in pieno tiro ma uno mi tradisce! Una forte scartata verso sinistra e mi trovo per terra con il muso della moto in direzione del bosco sottostante! Un bel salto ma per fortuna la moto si appoggia appena prima, regalandomi un bell’ematoma sulla caviglia sinistra! Per fortuna gli amici mi aiutano a risollevarla e raddrizzarla in fretta e passato il primo spavento riparto assieme a loro che mi “ scortano” nell’ultima speciale che non avrei potuto affrontare senza GPS.

Arrivo di nuovo a Spotorno, ancora sotto l’acqua dopo 8 ore continue di offroad, stanca ma felice perché per essere la mia prima giornata di debutto mi dicono essere stata veramente tosta. Ho concluso la giornata in undicesima posizione in classifica nella bicilindrica.
Felice ma bagnatissima corro in albergo a scaldarmi e poi assieme ai miei compagni d’avventura proviamo a sistemare il GPS ma senza successo. Questo problema mi costringerà a non partire la domenica perché senza è veramente impossibile e pericoloso affrontare una gara.

Anche se la Domenica non ho gareggiato, ho vissuto una giornata al paddock dove ho potuto far conoscenza di uomini e donne con la mia stessa passione. Non c’è cosa più bella che trovare complicità con altre persone! Un grazie di cuore per la bellissima giornata a Miria e Roberta!
Non sono nata per le tensioni di gara, ma con questa tipologia di organizzazione mi ci ritrovo tantissimo essendo moto viaggiatore. Un salto nella natura alla scoperta di luoghi in Italia ed i bellissimi momenti di convivialità sia in sella che in paddock.
Con la giornata di sabato ho capito quanto ancora devo allenarmi per affrontare al meglio la disciplina. Sono abituata a viaggiare con 800-900 km al giorno, ma qui ho iniziato ad accusare i 240 km a fine giornata. Anche la caduta finale è dovuta al terreno e al meteo, ma purtroppo anche alla stanchezza accumulata. Ho una fisicità non uguale a quella di tanti ragazzi del gruppo e devo lavorare su me stessa in maniera leggermente diversa. Pensavo che potesse essere limitante la mia andatura lenta. Iniziando da poco non ho ancora acquisito velocità in quanto mi sto soffermando molto sulla tecnica ed ad allenare il colpo d’occhio nella lettura del terreno; ma la formula della gara ha fatto sì che non fosse un problema. Però questo mio approccio rende i tempi delle pause molto brevi e quindi devo migliorare la mia resistenza fisica. Allenamento sicuramente, però ho potuto scoprire grazie all’evento, che il Ténéré 700 si presta al recupero fisico senza fermarsi. Grazie alla sua stabilità riesce a regalare momenti in cui puoi isolare certi muscoli e riposarli. Devo trovare il modo di sfruttare al meglio questa possibilità, penso sia un buon aiuto per noi donne.

 


Porto a casa un sorriso immenso sulle labbra, conscia che devo prepararmi meglio anche tecnicamente per la prova successiva che si svolgerà in Toscana a fine maggio e dove speriamo il tempo sarà più clemente. Senza dimenticare che la cosa più bella è il divertimento e la sensazione sulla propria motocicletta…Il top?!?!magari con altre compagne in sella insieme a me!

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