Nei primi tre mesi del 2026 le vendite europee di pneumatici per moto e scooter sono cresciute del 6%, mentre quelle per auto, SUV e veicoli commerciali leggeri si sono fermate a un più modesto 1%. I numeri sono di Tyres Europe, l’associazione dei costruttori (l’ex ETRMA), che nello stesso aggiornamento trimestrale registra un calo del 14% delle invernali, complice un inverno mite, e segnala le quattro stagioni come l’unico segmento auto che continua a guadagnare quota.
Per l’associazione è il primo segnale di ripresa dopo un 2025 debole, segnato da fiducia dei consumatori bassa e chilometri percorsi quasi fermi. Dentro questo quadro, le due ruote e le coperture all season per l’auto sono le voci che si muovono di più, e la seconda è quella che negli ultimi anni ha cambiato più a fondo le abitudini di chi guida.
Un segmento che in Italia ha già cambiato peso
Il fenomeno in Italia non è nuovo. Le rilevazioni GfK diffuse da Federpneus, l’associazione dei rivenditori specialisti, indicavano già tra novembre 2022 e ottobre 2023 una quota delle quattro stagioni pari al 28,5% del mercato nazionale.
Le ragioni sono in buona parte pratiche. Il doppio cambio stagionale, con relativo deposito delle gomme smontate, è un costo che molti automobilisti hanno smesso di considerare inevitabile. Le coperture all season marcate M+S, poi, sono valide per gli obblighi invernali che in gran parte della rete stradale scattano il 15 novembre e restano in vigore fino al 15 aprile. Per chi percorre pochi chilometri, vive in pianura o in città e non frequenta passi di montagna a gennaio, la gomma unica è diventata la scelta più semplice da gestire.
C’è anche un aspetto che i motociclisti conoscono bene. Molti di loro usano l’auto soprattutto nei mesi in cui la moto resta in garage, e per quell’utilizzo concentrato in autunno e inverno investire in due treni di gomme appare sproporzionato. La logica è la stessa che porta tanti a valutare con attenzione quanto spendere per le coperture della propria moto: dove la prestazione non è il primo criterio, pesa di più il rapporto tra costo e uso effettivo.
Il prezzo come leva e la seconda vita delle coperture
Con i consumi in frenata, cresce l’attenzione per i canali alternativi al nuovo. Accanto all’e-commerce di pneumatici a listino scontato, argomento su cui il settore discute da anni tra offerte legittime e zone d’ombra fiscali, esiste un mercato dell’usato selezionato: gomme smontate da vetture dismesse o sostituite in anticipo, controllate, classificate per battistrada residuo e anno di produzione, e rivendute con una garanzia.
Per le quattro stagioni questa formula si presta bene, perché una gomma che resta montata tutto l’anno può lasciare l’auto (per una vendita, una rottamazione, un cambio di cerchi) con parecchi millimetri di battistrada ancora sopra il minimo di legge di 1,6 mm. Chi volesse capire come si presenta concretamente questo tipo di catalogo può consultare le gomme quattro stagioni usate di 4GommeUsate, dove la vendita è accompagnata da una garanzia di dodici mesi.
Proprio quei due parametri sono il punto su cui si gioca l’affidabilità dell’usato. Il battistrada dice quanta strada resta da fare, l’età della mescola quanto la gomma ha conservato le sue caratteristiche. Un pneumatico di qualche anno, conservato correttamente, non è da scartare per principio, ma il prezzo ha senso solo se questi dati sono dichiarati in modo trasparente e verificabili al momento del montaggio.
Cosa cambia per chi guida e per chi vende
Per il gommista la diffusione delle all season significa meno lavoro concentrato nei due picchi stagionali di primavera e autunno, e più interventi distribuiti nell’anno in base all’usura. Cambia anche il magazzino: meno spazio da riservare al deposito delle gomme dei clienti, più attenzione alle misure che ruotano davvero, comprese quelle usate che arrivano da canali di recupero. Per l’automobilista significa ragionare sul chilometraggio effettivo più che sul calendario, controllando il battistrada con regolarità invece di affidarsi al cambio programmato.
Sulle due ruote il discorso resta diverso, e la scelta della copertura continua a dipendere soprattutto dall’uso: strada, turismo, pista. Ma la crescita del comparto moto all’inizio del 2026 conferma che la spesa per i pneumatici resta una voce su cui il pubblico è attento, e che le stesse domande su prezzo, età e provenienza valgono per tutti i veicoli.
Se la tendenza registrata da Tyres Europe proseguirà, nei prossimi anni sulle auto italiane circoleranno sempre più coperture quattro stagioni, e di conseguenza aumenteranno anche quelle che escono dal primo utilizzo con una vita residua interessante. Il mercato dell’usato garantito potrebbe trovarsi così con un’offerta più ampia e più recente, e con un problema da risolvere in parallelo: rendere i controlli e le informazioni sul prodotto abbastanza uniformi da permettere un confronto chiaro tra un venditore e l’altro. Per chi divide l’anno tra auto e moto, la gomma dell’auto potrebbe diventare sempre più una scelta da fare una volta sola, e con un occhio al portafoglio.
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