Motospia

1000 Curve 2022 Cagli-Ascoli Piceno. #notforall Abbiamo partecipato alla manifestazione del 25-26 marzo e vi raccontiamo com'è andata.

Mettiamola così: la 1000 curve è un po’ come la settimana enigmistica.

O la odi o la ami.

Hai le cose semplici, tipo unisci i puntini e ottieni l’immagine. Ed hai i giochi difficili, come i cruciverba senza le caselle annerite.

 

Spoiler. Nel testo sono presenti termini altamente tecnici (*) che ben aiutano a rendere l’idea di ciò che abbiamo vissuto.

Prima cosa: la 1000 curve è una figata*. Giusto per spiegarvelo con un temine veramente tecnico che ben rende l’idea.

Seconda cosa: la 1000 curve è veramente provante se si decide di provare a giocarsela.

Terza cosa: scendi dalla moto all’ arrivo e ti dici “quando ne facciamo un’altra?”.

 Andiamo con ordine

L’impatto all’ arrivo all’ Arena di Cagli è certamente scenografico, complice anche l’orario nel quale siamo arrivati. Capita a volte…ci siamo persi un pochetto sulle strade marchigiane per prendere confidenza con le Brixton Crossfire 500, moto con le quali abbiamo partecipato alla manifestazione.

Il paddock è saturo di moto di tutte le tipologie, e nel grande tendone allestito per l’occasione c’è pieno di appassionati motociclisti che studiano il possibile percorso. Chi usa la cara vecchia fidata cartina, chi moderni pc, chi seguirà semplicemente l’istinto.

Tutti provano ad organizzare un percorso sensato che permetta di timbrare quanti più cookies possibile rispettando però gli orari nei transiti obbligatori.

Clima conviviale, ma soprattutto sorpresona!!! Alla 1000 curve ci sono tante care vecchie amicizie! Ecco, questo è esattamente quello che ci voleva dopo due anni di distanza e pandemia.

Come funziona

Ricordate che abbiamo detto che la 1000 Curve è come la settimana enigmistica?

Prendi 49 punti di interesse/attività, 9 comuni e 3 picchi marchigiani. Mettili dentro un cappello, li rimescoli per bene e viene fuori un bel puzzle da mettere in ordine su un tavolo.

Alla punzonatura moto viene consegnato un kit contenente il road book.

Le indicazioni sono semplici: si parte in una determinata finestra oraria, si deve arrivare entro un’altra precisa finestra.

Nel mezzo della giornata ci sono 3 gate da attraversare (sempre in fasce orarie definite, a meno di non voler accumulare penalità) e 49 possibili cookies da timbrare.

Ad ogni cookie viene attribuito un punteggio “curve”.

Ci sono quelli semplici da raggiungere da poche curve, e quelli più complessi che valgono punti curve più importanti. E poi ci sono le combo. In questa edizione toccare i tre picchi delle marche (Monte Catria, Monte Nerone e Bolognola) equivaleva a 750 punti curva. Ma anche passare per tutti e 9 i comuni coinvolti faceva guadagnare 720 punti.

Il road book parla chiaro. Per vincere bisogna saper rinunciare a qualcosa. Che cosa lo decide ogni singolo partecipante.

Scelta del percorso

E starete pensando: “Che ci vuole?”. Eh, la cosa non è da tutti. #notforall per l’appunto come dice il motto della 1000 Curve.

La cosa rognosa* veramente ma anche paradossalmente divertente è stata trovare su mappa i vari posti indicati nel road book. I cookies sono messi in ordine alfabetico con il nome attività.

Abbiamo delegato il compito, seppur dando un minimo supporto (soprattutto morale) a colui che abbiamo designato nostro moto spirito guida, Davide.

Davide vanta una lunga esperienza motociclistica e la partecipazione a numerose manifestazioni come la 1000 Curve. Con grande abnegazione ha accolto la richiesta di mettersi a capo di tre Brixton Crossfire 500 con la sua BMW R1200RS.

‘Na sofferenza (per lui) insomma. Noi invece ci siamo divertiti da dannati con le Brixton Crossfire 500 X. E’ proprio vero che a volte “less is more”.

Da bravo spirito guida ha impiegato oltre due ore e mezza per scrivere gli appunti sulla mappa ed identificare il possibile percorso. Noi ci siamo fidati e lo abbiamo seguito.

La grande difficoltà della 1000 Curve è trovare il percorso che sta nelle tue corde, inteso come capacità di guida, voglia di fermarsi poco e magari rinunciare al pranzo per guadagnare un paio di posti in più in classifica.

Non farsi assalire dalla scimmia* della competizione ma avere il buon senso di ritarare le cose durante il percorso se si capisce che non ce la si fa.

 La gara

Difficile organizzarsi senza l’abbinata cartina (santa* cartina) e navigatore (tanto utile per calcolare continuamente i tempi di percorrenza da un cookie all’ altro).

Ma soprattutto bisogna essere consapevoli prima ancora di cominciare che il percorso creato sarà nulla più che una traccia di massima. Le condizioni stradali, i tempi e innumerevoli fattori possono far variare anche all’ ultimo l’itinerario tanto attentamente studiato.

Alle nove rombano i motori in piazza a Cagli. Oltre 130 moto fremono nell’ attesa di partire.

Superato il gate di avvio ci si disperde. Chi si muove in gruppo, chi singolarmente. Durante la giornata ci si incrocerà e ritroverà casualmente nelle diverse strade marchigiane.

Il nostro obiettivo era raggiungere i 1000 punti curve. Da pischelli* della manifestazione non volevamo certo strafare. E poi onestamente volevamo goderci il viaggio.

Così è stato. Il fondo stradale delle Marche non sempre rende piacevole il viaggio, ma i paesaggi…ragazzi che paesaggi!!!

Dalle città più conosciute come Urbino e Camerino, fino ai centri più piccoli come Ostra e Cingoli, la giornata è stata un susseguirsi di scoperte e riscoperte che hanno ben appagato i nostri occhi.

 

Nel mezzo tanti chilometri fatti (ma non eccessivi, abbiamo chiuso a 380 km), tante buche (porcaccia* loro) al limite di strade bianche, tanto tanto tanto divertimento in sella.

L’ arrivo a Colli del Tronto sul calar della sera rende tutto scenografico ed emozionante. La stanchezza accumulata si dissipa quando capisci che ce l’hai fatta, che sei uno dei Finisher della 1000 Curve.

La graduatoria? Quella è relativa, il piacere sta nel viaggio. E comunque le nostre 1000 curve le abbiamo messe in saccoccia*.

Cosa sì, cosa nì

Cominciamo con il “cosa nì*”.

Nì al periodo, marzo è ancora freschino ma non proibitivo. Potendo scegliere consiglierei la tappa di settembre. Nulla che comunque non si possa risolvere con del buon abbigliamento termico e, in extremis, con i sempre a disposizione thermal pad.

Nì al ritiro del road book all’arrivo. E’ vero che serve all’ organizzazione per stilare le graduatorie ed i controlli di rito, ma è veramente un peccato non poterselo portare a casa di ricordo.

Nì alla graduatoria pubblicata nei giorni a seguire la manifestazione. Idem come sopra, capiamo le esigenze logistiche, però lascia una sensazione di incompiuto non avere una classifica quantomeno indicativa al momento dei saluti.

Ed ecco i “cosa sì”.

Sì al kit consegnato ai partecipanti. Uno dei più belli e completi mai avuti. Utilissimi la cartina a colori, le penne, la lente di ingrandimento, Piacevoli e buffi gli occhiali da sole con il frontalino e le borracce. In stile “I will survivor” la pila a dinamo, l’ accendino ed il pacco di pasta.

Sì alle Marche ed alla loro valorizzazione. Da rifare sicuramente in moto. Ed un grande sì anche alle piccole realtà che hanno aderito all’ iniziativa. Una menzione di cuore al Nova Bar che ci ha accolti con molto entusiasmo e ci ha donato come ricordo lattine di birra artigianale (peraltro buonissima).

Sì alla possibilità di ritagliarsi ognuno un percorso basato su voglia/tempo/capacità.

Sì all’ idea. Il format della 1000 Curve sarà anche #notforall ma piace e ha saputo ritagliarsi il giusto spazio nel panorama degli eventi mototuristici italiani.

 

Appuntamento al 23 e 24 settembre a Misano.

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