Viaggio a Montalbano Elicona

Pensare a Montalbano Elicona significa immaginare un viaggio indietro nel tempo, in un borgo fatto di pietre e misteri che affascinano e incantano. Un viaggio nel cuore della Sicilia, tra montagne e natura intatta, regala una sorpresa incantevole che è la piccola Montalbano Elicona, un gioiello incastonato tra i monti Peloritani e i monti Nebrodi.

Da Messina

Per raggiungere Montalbano Elicona – partendo da Messina in direzione di Palermo – occorre iniziare il viaggio e percorrere la SS113. Dopo Spatafora vale la pena deviare per la strada costiera in direzione Milazzo (Golfo di Patti, di fronte alle isole Eolie) e Barcellona Pozzo di Gotto. Questa strada è incantevole: serpeggia sinuosa, viaggia sospesa sulle rocce della montagna, strizzando un occhio alle onde del mare che a volte sono così alte e spumeggianti che raggiungo l’asfalto.  Occorre poi immettersi sulla SS113 per arrampicarsi sui monti Peloritani con uno sguardo all’Etna che ogni tanto, da lontano, ti fa notare la sua possanza.

 

Questa strada ha una carreggiata più stretta e molto tortuosa, la guida diventa meno veloce e più impegnativa, il fondo stradale è in buone condizioni e quindi consente di divertirsi a piegare. Dopo una quindicina di chilometri molto divertenti si arriva a Mazzarà Sant’Andrea, dove c’è il bivio che ci porta a Montalbano Elicona. Il fondo della SP 113 fino a Basicò è molto irregolare, ci si diverte per i frequenti cambiamenti di traiettoria improvvisi.

Occorre uno stile di guida più prudente dentro una natura quasi selvaggia che annuncia tutta la bellezza del parco dei Nebrodi, qualche chilometro più avanti. Percorsi così una ventina di chilometri, si arriva al borgo medioevale di Montalbano Elicona, sorto nel IX secolo A.C., che deve il suo nome al fiume Elicona che scorre vicino.

Da Catania

Un altro percorso molto avvincente che raggiunge Montalbano Elicona parte da Catania in direzione Capo d’Orlando. Basta oltrepassare Acireale e Giarre, puntare in direzione dell’Etna, verso Linguaglossa sulla SS120 e procedere sulle curve di LinguaglossaRandazzoSanta Domenica Vittoria, raggiungendo il bivio di Favoscuro e quindi proseguendo per Montalbano Elicona. Questo itinerario è un altro percorso del cuore di quanti vogliono piegare e respirare natura a pieni polmoni tra l’Etna, i monti Peloritani e i monti Nebrodi.

Passeggiare per il borgo

 

Con una popolazione di appena 2.500 abitanti Montalbano è stato inserito nell’elenco dei 90 borghi medievali più belli d’Italia. Dolcemente incastonato sui monti Nebrodi, incanta per le distese di pascoli, boschi e altipiani, dentro un respiro fortemente medievale che avvolge ogni singolo angolo del borgo.

 

Parcheggiate la moto nella piazza principale in centro. In tanti la ammireranno, nessuno la toccherà. La passeggiata è suggestiva, le case del borgo sono costruite sulle pendici di questa altura, in un percorso in salita che giunge al castello posto a 907 metri sul livello del mare. È un dedalo di viottoli dove il tempo sembra essersi fermato in un’epoca passata.  Le sue stradine di pietra, strette e scoscese, sono state costruite in maniera tale da adattarsi alla conformazione del promontorio roccioso su cui sorge questa piccola cittadina. Una sfilza di piccole case di pietra arenaria attaccate una all’altra rendono l’atmosfera seducente ed intrigante, creando un tessuto urbano irregolare e tortuoso fino al castello.

Viaggio a Montalbano EliconaIl castello è sicuramente l’elemento storico di maggiore importanza, costruito in epoche bizantine e arabe. Restaurato di recente per offrire ai visitatori un pezzo di storia altrimenti destinata a sparire. Faceva parte del progetto di re Federico II che voleva dare alla Sicilia dei punti di difesa del territorio circostante. Il castello di Montalbano, infatti – dimora nel tempo di sovrani normanni, aragonesi e spagnoli – domina sull’intera vallata.

L’insabbiata

Uno dei momenti più interessanti per visitare questo minuscolo e ospitale borgo è quello dell’evento religioso del “Corpus Domini” che si tiene ogni anno nel mese di giugno. In occasione di questa ricorrenza, infatti, viene organizzata nel centro del paese la cosiddetta “insabbiata”. I pavimenti delle vie del centro storico vengono decorati come fossero dei veri e propri dipinti, ma senza l’uso del colore… solo sabbia colorata!

La “Stonehenge siciliana”

L’area dell’Argimusco è tra le più magiche e misteriose della Sicilia per la particolare forma delle rocce  che si trovano in questo sito. Per poter riuscire a trovarle  occorre percorrere una divertente e “sgarrupata” strada secondaria: conviene chiedere informazioni per trovarla. Queste enormi pietre simili a megaliti si innalzano dalla terra verso il cielo molto simili ad alcuni famosi siti preistorici dell’Europa settentrionale, tanto da far attribuire a tutta questa zona l’appellativo di “Stonehenge siciliana”.

L’erosione ha modellato incredibilmente queste rocce, creando forme particolari. Ad alcune, infatti, hanno attribuito nomi d’animali o persone. La roccia dell’aquila ne è un esempio. Esse incombono silenziose e austere sull’altopiano tra i 1165 e i 1230 metri di altezza. Secondo alcuni studiosi, migliaia di anni fa questo posto spettacolare era sede di riti sacri e di antiche attività contemplative delle stelle. Alcune rocce, poi, hanno forme che difficilmente possono essere attribuite alla sola erosione naturale. Ci sono pietre quasi perfettamente sferiche, ed altre che presentano cavità di forme talmente regolari da farle sembrare, piuttosto, scolpite volontariamente da un essere umano.

I tholos

Percorrendo con attenzione le campagne del borgo, seguendo le indicazioni turistiche, è possibile notare alcune costruzioni piccole e semplici simili ad igloo, caratterizzate da muri a secco, cupole e piccole nicchie.  Basta fermare le moto sulla strada e raggiungere queste strane costruzioni per vedere quanto siano particolari. Questi edifici circolari, un tempo adibiti a ricoveri temporanei dei pastori, prendono il nome di “tholos” (dal greco “cupola”) in quanto costituiti da un ambiente unico che termina con una cupola.

La tradizione tutta siciliana di costruire con “le pietre a secco” si perde, dunque, nella notte dei tempi. Di origine sicuramente antichissime, si pensa possano essere state anche delle costruzioni di tipo funebre. Si termina il giro a Moio Alcantara, percorrendo la strada, impegnativa a causa del fondo irregolare, che sfiora il Bosco di Malabotta, riserva considerata monumento naturale, a diretto contatto con la natura incontaminata dei Nebrodi.

Trekking

La riserva del bosco di Malabotta è considerata area protetta. Essa comprende il bosco di Malabotta, uno dei boschi più antichi e splendidi di Sicilia. Questa riserva naturale è contraddistinta da una vegetazione di tipo subtropicale e dalla presenza lungo i sentieri di meravigliose e antichissime querce chiamate “I Patriarchi del Bosco”. Molti sono i punti panoramici dai quali si scorge la maestosa imponenza dell’Etna.

Il Bosco di Malabotta è un luogo perfetto per chi ama la natura e le attività all’aria aperta, come il trekking, il birdwatching, il trail running; la sua fauna e la sua flora sono un vero e proprio campionario della biodiversità siciliana che qui è possibile studiare se si è accompagnati da guide specializzate.

Mangiare

Tra i tanti prodotti locali del messinese, vi consiglio di assaggiare gli insaccati del suino nero dei Nebrodi, autoctono di Sicilia. Occorre molta prudenza quando si viaggia in moto in queste zone: i maialini neri (di taglia molto più piccola rispetto ai maialini rosa) spesso attraversano la strada con prole al seguito, tranquillamente, anche di giorno, e si rischia di investirli. Durante un viaggio a Montalbano Elicona è impossibile non portare a casa i formaggi locali come il maiorchino o la provola dei Nebrodi (un caciocavallo prodotto con latte vaccino crudo e caglio d’agnello o capretto).

Quest’ultima è una provola particolare, sottoposta ad un processo di stagionatura, famosa per le sue dimensioni che possono anche raggiungere i cinque chili. Le provole, inoltre, vengono anche spesso presentate sotto forma di figure di animali e vengono chiamate in questo caso “i cavalluzzi di tumma”. Quando si compra, è possibile chiedere di mettere il formaggio sottovuoto: viaggia tranquillo nel bauletto della motocicletta in tutte le stagioni.

Dormire

Godetevi un sonno ristoratore a Montalbano in luoghi assolutamente caratteristici. Gli alberghi diffusi offrono sistemazioni confortevoli e in linea con lo stile locale. Pietra e arredi moderni sono accostamenti molto suggestivi. “Kaaba”, “Yuba” e “Luna” Aragon Home Holiday, o Anteros Luxury Suite, o B&B La Terrazza sono luoghi accoglienti, piccoli angoli di paradiso tutti da vivere!

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