SCOOTER CROSS: avventura per tutti

scooter cross

Tutto ebbe inizio dalla necessità di dover chilometrare i percorsi di allenamento di endurance, una disciplina equestre che praticavo con la mia fedele compagna  Kabhiria.

Quella mattina decisi di dare retta a quei bei fanali del mio MBK booster next generation (marchio che non esiste nemmeno più, ora acquisito da Yamaha) nero luccicanti che sembravano dirmi: “Dai Eli si può fare”… e così si gira la chiave, pedalina e si sale in sella per quel sentiero sterrato in mezzo ai campi. Ricordo ancora le mie gomme lisce che calpestavano quelle impronte lasciate dai trattori e che mi facevano vibrare incessantemente le braccia.

Quello scooter era il mio unico mezzo per spostarmi; di sicuro non era adatto per vagare per i campi, sebbene dotato di pneumatici leggermente tassellati; il rischio di danneggiarlo c’era sicuramente ma alla fine quei chilometri andavano ben tracciati su una piantina. Mi serviva almeno un anello da 30 km per allenarmi.

Era inusuale vedere una ragazza correre con uno scooter in campagna; di tanto in tanto incontravo qualcuno che mi osservava con la faccia perplessa… ma quei luoghi quelle case abbandonate erano casa mia… tantissime volte le avevo percorse a cavallo e conoscevo ogni singolo sasso…mi sentivo a mio agio anche se ero su un destriero motorizzato.

scooter cross

 

Questi ricordi di quando ero ragazzina mi ritornavano alla mente mentre scartavo il mio enorme pacco di natale…un Malaguti Phantom F12 che mi venne regalato per poter partecipare alle monferraglie.  Un regalo inaspettato, acquistato da un amico dimenticato in un box per cavalli, preparato per correre con amici che per divertimento organizzavano queste competizioni amatoriali su piste sterrate. Aveva il necessario per farsi valere: marmitta Polini, motore con cilindrata aumentata a 70cc, carburatore maggiorato e  sospensioni ad alta escursione. Quando il fango si fa pesante, non ci sono scusanti, serve potenza, e il piccolo Malaguti ne aveva da vendere.

Il debutto fu alquanto emozionante,  non avevo mai partecipato a gare di questo tipo ed ero l’unica donna in mezzo a dei maschi agguerriti.

Gli scooter degli altri concorrenti erano tutti splendidamente allestiti da corsa, stupendi ai miei occhi con delle fantastiche gomme tassellate. Il confronto era impari, era palese che la preparazione degli altri scooter era nettamente superiore: componentistica Pinasco top di gamma, così come le migliori parti del catalogo Malossi e Polini.

Al via mi resi conto che sarebbe stata tutto tranne che una passeggiata in mezzo ai campi, mi avevano seminata e  ricoperta di fango in ogni dove…non c’è pietà per il gentil sesso, pensai.

Esisteva solo una parola e questa era Gas, prendere quell’acceleratore ed avere il coraggio di sfidare se stessa.

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Le prime gare mi aiutarono a fare esperienza e a prendere confidenza col terreno fangoso… mi hanno dato l’opportunità soprattutto di conoscere persone meravigliose. Amici che tutt’ora sono diventati parte della mia vita con cui condividere queste giornate di divertimento e che mi hanno fatta sentire molto speciale.

 

 

 

 

 

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