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Pneumatici con il chip RFID per la sicurezza, lo smaltimento e contro le truffe I costruttori cominciano a introdurre l’identificazione digitale a radiofrequenza 

pneumatici RFID

Continental sta iniziando a introdurre sui suoi pneumatici EcoContact 6 un sistema di monitoraggio digitale a radiofrequenza RFID. Per ora si parte con la auto, ma presto li avremo anche sulle due ruote. Con i chip affogati nella struttura, sapremo tutto delle nostre gomme. la loro storia e la loro provenienza. E anche lo smaltimento diventerà più “civile”.

I pneumatici con chip di identificazione a radiofrequenza (RFID) sono una realtà in uso da anni ormai, ma solo in ambiti ristretti. Michelin, ad esempio, usa questa questa tecnologia in MotoGP per velocizzare la sua raccolta dati e razionalizzare la logistica di spedizione.

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Ed esiste anche una tecnologia di pneumatici cosiddetti “intelligenti” messa a punto da Pirelli basata sul 5G che promette ai pneumatici di monitorare le condizioni dell’asfalto e trasmettere segnali di allarme anche ad altri veicoli. Con questo sistema, viene ad esempio allertato il pericolo di acquaplaning.

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Il progetto di Pirelli.

 

Ma fino ad ora nessuna di queste tecnologie erano ancora arrivate al grande pubblico, all’utente finale. Nel 2020, invece, Continental ha introdotto l’EcoContact 6, e con questo prodotto i pneumatici dotati di RFID equipaggeranno le auto Volvo nel 2021.

I produttori di pneumatici sostengono che questa innovazione garantirà la qualità del prodotto prima e durante l’uso. E una volta chiuso il ciclo di vita del pneumatico, la tecnologia RFID aiuterà anche ad attuare uno smaltimento sicuro e responsabile. Lo smaltimento abusivo dei pneumatici, in effetti, è una piaga mondiale di dimensioni gigantesche.

La tecnologia RFID è sostanzialmente uno strumento di raccolta dati e di identificazione. Questo consente agli utenti di individuare facilmente la marca, il modello e il numero di serie di un determinato pneumatico. Ed inoltre è possibile ottenere informazioni sull’usura e sulla durata.

Il chip RFID pesa meno di un grammo ed è affogato nella struttura delle gomme.

Il chip pesa meno di un grammo e si collega direttamente a un’antenna che emette la radiofrequenza. A parte il logo ISO RFID sul lato di ogni pneumatico, il sistema non sarà visibile. Per ottenere le informazioni sul pneumatico, un utente dovrà posizionare il lettore ad una distanza massima di 15 centimetri dal trasmettitore RFID.

Con questo sistema l’utente potrà anche controllare da dove arriva il pneumatico e conoscere la sua storia. I costruttori forse sperano così anche di eliminare la piaga dei prezzi “troppo” bassi di pneumatici di dubbia provenienza, fallati, e/o venduti online da organizzazioni specializzate in evasione fiscale… 

Probabilmente vedremo presto l’RFID anche sulle moto. Potremo così controllare la pressione, lo stato del battistrada e tutti gli altri dati inerenti la sicurezza di guida. Insomma, le informazioni raccolte dall’unità RFID saranno preziose per chi viaggia su due ruote.

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