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Modaioli, giù le mani dalla fiera di Novegro

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Da decenni il parco-esposizioni di Novegro a 10 minuti dall’aeroporto di Linate raccoglie gli appassionati dalle mani sporche di grasso per quello che può essere definito il primo swap meet italiano. Un evento intriso di un’atmosfera unica, che forse è a repentaglio per l’arrivo di una calamità: i modaioli.

La Mostra-Scambio di Auto, Moto e Ciclo d’Epoca di Novegro è certamente il più noto degli swap meet italiani. Per 69 edizioni (si tengono più appuntamenti ogni anno) ha permesso ad appassionati da tutto il Nord Italia di cercare parti usate, ricambi nuovi o i cosiddetti “new old-stock” (pezzi nuovi ma fondi di magazzino dell’epoca, leggasi botta di fortuna colossale), oltre a moto ed auto (poche, per la verità) storiche messe in vendita da espositori professionali o semplici appassionati col garage da svuotare.

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Pezzi usati, in vendita senza troppe formalità

Attenzione però, non stiamo parlando di una colonia dedicata ai matusa che vanno alla ricerca della sella originale per il Cardellino della giovinezza. Novegro è un posto per motoristi di ogni età, che siano vecchietti nostalgici oppure giovanissimi alla ricerca di un tassello a buon mercato per la moto da trial o di un casco di buona qualità. Persino i bambini che accompagnano i genitori, invece di sbuffare e chiedere “quanto manca?”, guardano per ore affascinati i modellini Corgy sulle bancarelle, le automobiline a pedali o, perché no, il camion delle piadine.

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Forcelle, serbatoi ed altri pezzi moto usati in vendita in una delle aree esterne

È un mondo a se, quasi immutato nei decenni. È il regno dei venditori professionali ma anche dei commercianti della domenica, così come dei cercatori seriali di pezzi con tanto di campione in mano e dei romantici sognatori che sperano di trovare, in un cesto di rottami che puzzano di storia e di chiuso, l’occasione della vita.

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Un sidecar su base Gilera

Rispetto ad una fiera tradizionale di auto e moto d’epoca (come Auto Moto D’Epoca a Padova o Automotoretrò a Torino) Novegro non solo offre la possibilità di ammirare esemplari preservati in ogni dettaglio ma anche di rimettere in piedi da soli i propri mezzi (o semplicemente di curare da soli la loro manutenzione), portando a casa dalla fiera parti, prodotti o interi progetti con cui divertirsi nelle lunghe sere invernali o durante le domeniche di agosto senza campionato di calcio. Con una varietà di scelta che nessuna delle altre fiere del Nord Italia offre.

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Un Mulo Meccanico della Guzzi in vendita in uno dei padiglioni interni

Amo questa manifestazione alla follia, perché probabilmente è quella che più mi ha avvicinato, bambino, al mondo dei motori. A Novegro ho comprato di tutto. Dalla campana di un cambio della 500 alle plastiche interne di una Lancia Appia, uno sportellino del vano candela per un Formula 50 Italjet e persino una Vespa PX, intera, da restaurare. Ovviamente anche cose inutili, come un set di adesivi Chesterfield per il suddetto ciclomotore che dopo diciannove anni riposa al calduccio in un cassetto della cameretta.

Bene, questa Disneyland dei drogati di benzina forse è sotto attacco. L’attacco, silenzioso, dei modaioli.

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Icone anni 80 in cerca di padrone nell’area esterna

Un paio di esempi. Da qualche edizione, già guardando nel parcheggio all’arrivo, si sono iniziati a vedere con sempre maggiore insistenza i furgoni dei customizer che calano a far incetta di pezzi d’epoca e moto-rottami da rivendere a caro prezzo agli appassionati dell’ultima ora, quelli che comprano la moto “perché fa figo”. Oppure nel piazzale esterno si vedono sempre più spesso cacciatori di oggetti vintage che con il mondo dei motori non hanno nulla a che fare, tanto che ad esempio durante l’ultima edizione un commerciante con cui contrattavo un serbatoio per una moto mi ha chiesto “Ma perché volete tutti il serbatoio dell’Aquilotto? Sei il decimo che me lo chiede oggi, ci fai anche tu la lampada abat-jour?”

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La mostra tematica sulla Lambretta organizzata durante la 69a edizione. Ogni edizione, un tema diverso

Un piccolo chiarimento. Non ho assolutamente nulla contro i customizer (ho una special in garage della quale vado molto fiero), in molti casi appassionati veri ed estremamente competenti, o contro i patiti del design, così come contro gli eventi dedicati a questi due mondi; anzi per la verità non me ne perdo uno.

Il grido di preoccupazione deriva dal fatto che l’atmosfera di Novegro è immutata da decenni e ci spiacerebbe se un domani evaporasse, soffocata dai deejay set organizzati dagli espositori, dagli eventi glamour in concomitanza con i tre giorni della Mostra Scambio o con la gara per eleggere il progetto più cool. Ci piacciono molto i DJ-set, i contest e così pure le selfie piene di hashtag “#vintage #solocosebelle #cool #picoftheday”, ma non mentre rovistiamo tra le nostre amate parti ammaccate o durante le trattative serrate con i venditori per spuntare qualcosa in più rispetto allo “sconto-fiera”.

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Una delle Lambrette esposte nell’ambito della mostra monotematica di questa edizione

Per fortuna, i guardiani della Mostra Scambio vegliano e ci rassicurano. Il responsabile dell’ufficio Stampa, Silvano Piacentini, ci spiega che sì, in termini di partecipanti ed espositori si avverte già la crescente presenza della civiltà dei social network e delle moto cool e del trend-setting, ma è qualcosa che arricchisce il patrimonio della Mostra Scambio piuttosto che metterne in pericolo i valori. Insomma i modaioli sono tra noi, ma non per cambiarci. A quanto pare, a Novegro c’è posto per tutti purché seguano le regole, non scritte ma sacre, della casa.

Considerando il grande lavoro fatto dall’ente organizzatore per far crescere la manifestazione nel corso degli anni (solo in quest’edizione ben 800 espositori dislocati su oltre 15.000mq, e come sempre boom di visitatori) ci sentiamo decisamente sollevati.

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: Questo messaggio tanto colorito quanto chiaro per i modaioli campeggia da anni sulla bancarella del commerciante di articoli militari ed oggi webstar Massimo Pazzaglini, presenza costante nel piazzale esterno di Novegro

Piacentini ci da però una notizia meno confortante: la presenza femminile (escluse mogli, fidanzate e compagne molto accondiscendenti verso la propria dolce metà) resta al palo. Speriamo quindi che sempre più appassionate seguano l’esempio delle ragazze di Donneinsella Magazine che, controcorrente, bazzicano spesso i piazzali di Novegro.

Lunga vita dunque alla Mostra-Scambio di Novegro e a quelli che, come Antonello Marcolin dell’officina Motor Crime Inc., vanno a Novegro per “vendere un po’ di roba vecchia e svuotare il garage”. Questa è l’essenza del più importante swap meet italiano, speriamo non cambi mai.

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