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FMI: dopo le belle parole sul video del filo interdentale, passiamo ai fatti? Cresce l’indignazione fra gli induristi per lo post del filo interdentale 

filo interdentale

Patrizio Fiorini, ex consigliere del CER Emilia Romagna, ci invia questa lettera che riassume lo sdegno (e la rabbia) degli enduristi per il terribile spot del filo interdentale. Ora gli appassionati chiedono che quanto successo non venga dimenticato subito dopo aver fatto passerella con i comunicati. Bisogna denunciare e chiedere alla magistratura di perseguire chi istiga all’omicidio così come in passato bisognava farlo (e non è stato fatto) con tutti quelli che invece di girare uno spot hanno ucciso due motociclisti.

 

Filo interdentale
Patrizio Fiorini

 

Due giorni fa ho ricevuto da un amico, uno spot che pubblicizza il corretto uso di un filo interdentale, profumato, dal gusto fruttato. Peccato che questo spot, dal cattivo gusto macabro del tentato omicidio, mostri due presunti boscaioli che tendono il filo tra due alberi nel bosco, aspettando la disgrazia. Lo spot termina un attimo prima che una moto con due persone a bordo, arrivi al filo teso ad altezza collo. Volti sorridenti e compiaciuti dei due protagonisti, che mettono in evidenza tartaro e dentatura a dir poco trasandata. Messaggio finale: “usa il filo interdentale nel modo corretto”. 2 secondi dedicati ai 4 gusti del prodotto.

filo interdentale

Sono rimasto di ghiaccio. L’ho dovuto riguardare, più volte, contribuendo così al decollo delle visualizzazioni, prima di realizzare tutto. Non c’è solo un messaggio ironico, nel quale un buon art director sa modulare il sacro e il profano, un messaggio al limite dello scherno e non dell’offesa. Qui ci sono particolari non trascurabili: il filo interdentale che diventa un cavo di acciaio, molto teso… una strada a fondo naturale in un bosco, percorribile in quanto strada, ma non per i due criminali… una coppia su una moto che secondo loro, non può, e non deve percorrere la “loro” strada. 

Una scena realizzata attingendo a fatti di cronaca e omicidi reali.

Un messaggio tratto dalle cronache di questi anni dove sono stati raccontati episodi tragici come la morte di un 19enne ed un 47enne decapitati su moto da enduro, del ferimento di centinaia di enduristi e ciclisti, del ritrovamento di migliaia di tavole chiodate, cavi d’acciaio e fili spinati tesi, esattamente come narra lo spot del filo interdentale. Quindi, non una sceneggiatura di fantasia. Basata su elementi conosciuti, noti, e dinamiche tragiche realmente accadute. Uno spot orrendamente voluto, con tanto cinismo e indifferenza verso le vittime e chi pratica questo sport con questo incubo.

A seguire la mia reazione è stata quella della condivisione per informare alcuni amici, tra i quali persone in contatto coi vertici FMI, i quali, hanno prontamente risposto con fermezza, a tal punto che l’azienda ha interrotto la divulgazione del video sui social (ma sulle reti Mediaset no). La notizia è persino arrivata sulla stampa (virtuale) con un “bel” trafiletto sulla Gazzetta dello Sport online di “ben” 10 righe (molto corte).

Dopo l’eliminazione del video cosa succede? Ci fermiamo qui?

Subito ho pensato “ben fatto! Grazie FMI”. Ora però mi chiedo se e quando sparirà lo spot in TV e se l’azienda manderà mai delle pubbliche scuse alla categoria? L’agenzia pubblicitaria no, quella sono certo che sta gongolando con le visualizzazioni. Esattamente come i giovani creativi nel film “The Square”, i quali, per promuovere “la piazza”, una installazione di un artista, appena acquistata da una nota galleria d’arte, utilizzano un messaggio alquanto “forte” per entrare nelle case degli utenti. Lo spot di The Square mostra un quadrato, all’interno del quale si avvicina timidamente tanta gente. Tanti bambini, uno di questi ha un gilet esplosivo e BUM! Ecco in diretta un attentato in una piazza. Stesso gusto orrendo del filo interdentale. Indignazione generale, ma galleria d’arte piena.

Noi enduristi siamo vittime di reati autorizzati dal senso comune e dall’immobilismo di chi dovrebbe difenderci. E il video del filo interdentale è l’ennesimo esempio.

Ecco cosa siamo noi enduristi per l’opinione pubblica, vittime di reati autorizzati. Reati giustificati persino da qualche sindaco in televisione “Dopotutto il motocross nei boschi è vietato e la gente è esasperata.”. Si, accade anche questo.

Oppure: “Non potrò oppormi ai soci che metteranno trappole chiodate nei sentieri”... cit. un presidente di un noto ente, durante una riunione in sede istituzionale.

Finché resteranno impuniti gli autori di cavi tesi e spot, resteremo in balìa del tentato omicidio quotidiano. Non c’è un fine settimana senza il ritrovamento di un cavo o una tavola chiodata. Dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, ogni settimana c’è un ritrovamento e spesso un ferito. Nessuno si preoccupa, prima che arrivi il terzo morto in Italia. Nessuno che chiede pene più severe per chi posa queste trappole mortali. Già ci sono, dicono, basterebbe applicarle.

Patrizio Giorni alla Dakar.

E finché la stampa continuerà a dar spazio alle ingiurie e accuse degli ambientalisti, la nostra categoria sarà sempre considerata fuorilegge. Quindi una vittima di serie B. Una attenuante molto forte e credibile per chi decide di incamminarsi nel bosco con attrezzi e materiale, e preparare la trappola.

Perché per preparare un manufatto del genere, ci vuole tempo, materiale, precisione, manualità (come nello spot) e premeditazione. La consapevolezza di poter uccidere è al pari della quantità di alcool e droghe ingeriti prima di mettersi alla guida ubriachi. Solo che si è lucidi. Quanti anni e quante vittime dobbiamo attendere per veder sparire queste abitudini?

Patrizio Fiorini

Ex Consigliere CER Emilia Romagna

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