Bambini in moto. Falsi miti e regole.

Bambini in moto. Da mamme e papà motociclisti siamo in trepidante attesa di portare i nostri piccoli non appena possibile.

C’è grande aspettativa, si comincia quando ancora sono neonati ad abituarli al rumore del motore.

Quando muovono i primi passi si scattano le foto del piccolo in sella alla moto posteggiata.

 

Bambini. Si spera che condivida la nostra passione. Si cerca di instillargliela assieme al latte.

Ma purtroppo molti, troppi di noi, non conoscono le regole per portare i bambini in moto. Ed ancor oggi ci sono troppi falsi miti che girano.

L’altro giorno stavo scorrendo alcuni post su un gruppo che raccoglie più di 8mila fan, e mi caduto l’ occhio su un post dove si domandava da quale età si può portare il proprio figlio in sella.

Da motociclista mamma è stata una delle prime cose sulle quali mi sono informata non appena scoperto di essere incinta, ma l’ occhio cade ancora su questi argomenti, e comincio a leggere.

Oddio!!!Oddio oddio oddio!!!! Cosa non leggo!

Il genitore è la prima persona che deve avere a cuore la salute dei propri figli e la responsabilità di preservarla.
Nessuno vieta di trasportare il proprio figlio in moto, ma almeno garantiamo la sua incolumità nel pieno rispetto delle regole. Un bambino trasportato tra i due genitori “avvolto in un bozzolo di caldo e sicuro amore” è tutto fuorché al sicuro! Anche se fate solo 20 metri in sella e non lo Stelvio.

Da chi propone seggiolini per sella (!!!) a chi cinture. Da chi ha portato i bimbi sin dai due anni a chi, invece, manco da adolescenti.

Ma soprattutto leggo tanta confusione nel credere di conoscere la normativa.

 

Facciamo un po’ il riepilogo.

L’ età.

Il punto fermo da cui cominciare a muovere è l’età minima per portare i bambini in moto. L’ articolo 170 comma 1 bis del Codice della Strada afferma “Sui veicoli di cui al comma 1 è vietato il trasporto di minori di anni cinque”.

Questo articolo, diversamente da quanto molti credono, non è discutibile né opinabile né, tanto meno, travisabile o assoggettabile ad ulteriori precisazioni.

Bisogna aspettare che il piccolo bipede abbia 5 anni. Punto.

E poco importa se a 3 anni e mezzi vostra figlia è alta 164 cm o se vostro figlio di 47 mesi guida la bici meglio di voi.

In sella alla moto ci salgono a 5 anni compiuti, non un giorno di meno.

Bambini. Toccare le pedane.

Altro mito che dobbiamo sfatare e che nasce da un’ interpretazione sempre dell’ art 170 comma 3 che dice: “l’eventuale passeggero deve essere seduto in modo stabile ed equilibrato, nella posizione determinata dalle apposite attrezzature del veicolo”. Da nessuna parte vengono citate le pedane. Ovvio, sono pienamente d’accordo che se mio figlio riesce a mettere bene i piedi sulle pedane ha un ulteriore punto di appoggio e si stabilizza ancor di più. Ma il codice della strada non le cita. Vi pare assurdo? Beh, pensiamo ad una persona adulta diversamente alta. Le precludiamo l’ uso della moto, foss’anche solo da passeggera, perchè non arriva bene alle pedane? Non ce lo sogneremmo mai.

Seduto davanti a noi.

NO , no ed ancora no! Capisco perfettamente che l’ impressione data dal mettere il proprio bambino davanti, raccolto dentro le nostre braccia, sia di protezione, ma è sbagliatissimo. Anzitutto andiamo contro la legge, ma poi dovete sempre tener conto che, nella malaugurata ipotesi di un incidente (anche una banale scivolata), il passeggero alle spalle del guidatore è sempre meno esposto del conducente. E l’ effetto schiacciamento lo lasciamo a casa? Ma poi, vi immaginate una manovra improvvisa, e il viso di mento od il viso della vostra prole che sbatte, a seconda del modello di moto, su serbatoio o manubrio?

Seggiolini da moto.

In alcuni Paesi europei, come Francia e Germania, è previsto l’utilizzo di appositi seggiolini da sella, che permettono addirittura di spostare il limite di età per mettere in moto i bambini. In Italia c’è obbligo di omologazione ed il codice della strada non parla di questi dispositivi. Si trovano in vendita? Sì. Posso essere sicura nell’ usarli? Bah, dipende, prima studiatevi un po’ di relazioni tecniche e studi in caso di impatto (tutti fatti all’ estero) e poi valutate. Stiamo parlando di andare in moto, e tutti noi conosciamo bene i pericoli che questa passione comporta. Voi mettete vostro figlio o gli fate usare una cosa che non solo non è omologata ma addirittura non ha dei requisiti minimi di sicurezza da rispettare? Io personalmente, pensiero mio, no.

E all’ estero allora? Beh, all’ estero esistono apposite omologazioni che i seggiolini devono rispettare per poter essere venduti ed utilizzati. Ma qui in Italia potenzialmente un falegname può fare un seggiolino e venderlo, e non sarebbe sanzionabile.

In realtà ci sono molte buone ragioni per considerare pericoloso l’uso del seggiolino moto: prima di tutto perché, in caso di caduta, il primo oggetto da cui bisogna difendersi è la moto stessa. E il seggiolino e le eventuali imbragature potrebbero impedire di liberarsi di questo ‘ostacolo’.

 

Bambini. Casco ed abbigliamento.

Siccome i bambini crescono in fretta, per i pochi km che fanno in sella con noi, magari giusto per portarli a scuola, non serve comprare loro il casco nuovo. E’ sufficiente riciclare quello del figlio della vicina di casa della parrucchiera.

Vorrei non commentare questo aspetto. Invece devo.

Parliamo dei vostri figli. Di quegli esserini in formato “Mini Me” che ti fanno sciogliere come neve al sole quando ti danno quei baci appiccicosi, quando ti chiamano mamme e papà, quando ti dicono “ti voglio bene”. Davvero affidiamo la loro protezione ed incolumità ad abbigliamento (il casco poi ancora peggio) già vissuto e magari vecchio o non della taglia giusta? Una sola domanda: quanto vale per voi in termini di soldi la vita di vostro figlio?

Il codice della strada indica che conducente e passeggero devono indossare il casco. Questo deve essere della giusta taglia: mai far indossare a un bambino un casco destinato a un adulto. Oltre a potersi sfilare in caso di impatto, non aderisce correttamente a tutta la calotta cranica concentrando in caso d’urto tutte le sollecitazioni solo su una porzione della testa. Risultato: maggiori possibilità di lesioni più gravi.

Voglio sottolineare come il casco da bici non vada assolutamente bene. Il casco per i bambini in moto dev’essere omologato secondo la normativa europea in vigore ECE 22.06

Importante è anche l’abbigliamento tecnico: dalle calzature ai guanti, dalle giacche ai pantaloni che hanno rinforzi a protezione della schiena e delle articolazioni.

Una moto, un bambino.

Anche se la vostra sella può magari ospitare 5 persone, in moto si sale in numero massimo di due. Se avanza spazio meglio, starete seduti più comodamente. No a portare in moto più bambini (anche maggiori di 18 anni) contemporaneamente dunque!

Mente accesa.

Troppi motociclisti fanno affidamento alla propria bravura ed esperienza, credendo che queste bastino per superare ogni situazione. Inoltre c’è sempre l’ errata percezione del pericolo, che ci porta a credere anzitutto che non capiterà mai a noi, e che poi, se proprio, gli incidenti accadono a chi fa tanti kilometri. Sappiate che statisticamente quando la soglia di attenzione è bassa perché ci sentiamo vicini a casa è più facile che avvenga un incidente.

Mente sempre accesa e pronti ad ogni eventualità.

Per concludere.

Non rispondo ai post sui social, trovo i gruppi spesso inutili per affrontare queste tematiche, perché nella bagarre di 200 commenti le poche nozioni sane che qualcuno dice vengono fagocitate dalla massa di gente che esprime il proprio credo senza verificare che l’informazione che sta dando sia corretta.

Per noi è ancora presto: Mostriccio ha 14 mesi, ma i bambini vanno abituati per gradi. Dai due anni cominciamo a farli salire in sella a moto spenta. Spieghiamogli che devono reggersi bene alle manopole per i passeggeri o, se ne siamo sprovvisti, circondarci bene e forte con le braccia attorno alla vita. Insegniamo che non devono sbilanciarsi.

Quando cominciamo a muovere i primi metri in moto adattiamo le prime volte una velocità realmente da bradipo, per permettere loro di capire come funziona l’essere passeggeri in sella e abituarsi a sentire determinate sollecitazioni durante il viaggio (sobbalzi, vibrazioni, frenate).

Moderiamo e calibriamo i chilometri dei nostri viaggi alla loro presenza, ricordando che i bambini mantengono l’ attenzione molto meno tempo di noi e si stancano assai prima.

E soprattutto sensibilizziamoli ai possibili pericoli che la moto comporta, senza spaventarli ma rendendoli consapevoli che non un gioco.

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