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Anche i motociclisti tedeschi organizzano proteste Dopo le manifestazioni viste in Inghilterra, Spagna e Francia

proteste

Si fanno sempre più stringenti le normative e i divieti che in tutta Europa affliggono i motociclisti. E nei Paesi dove la passione è più forte, si è capito da tempo che bisogna mobilitarsi dalla base per organizzare proteste e far sentire la nostra voce, saltando il filtro delle varie “istituzioni”  che fingono di rappresentarci. Grande successo in Germania per le manifestazioni avvenute in diverse città.

I motociclisti europei stanno sopportando sempre più restrizioni e divieti. E fra questi i più vessati, al momento, sembrano quelli tedeschi. Che stanno facendo i conti con i limiti di velocità sempre più ridotti e accessi limitati su alcune strade regionali. Tutte limitazioni riservate solo alle moto. Di conseguenza, sull’esempio di quanto sta già succedendo in Inghilterra, Spagna e Francia, una coalizione di gruppi e associazioni motociclistiche tedesche ha recentemente sostenuto la campagna “Upshifting – Dialogo Invece di divieto”. E organizzato manifestazioni e proteste.

Ma nonostante le richieste di revisione, le leggi locali persistono, e questo ha spinto migliaia di motociclisti a scendere in strada per manifestare.

A Norimberga, Lipsia, Monaco, Oldenburg, Colonia e Stoccarda, i motociclisti hanno manifestato contro le regole ritenute arbitrarie e talvolta vessatorie. Ad esempio, recentemente è stato imposto un limite di velocità di 50 km/h solo per le motociclette sull’autostrada Bundesstraße 500 (B500). Molti considerano la B500 una delle migliori strade d’Europa per guidare in moto. Il limite di velocità imposto solo alle moto non solo riduce il divertimento del motociclista, ma lo mette anche in pericolo, visto che il limite non vale per tutti!

I motociclisti sono attualmente anche banditi dalla L687 del Nordrhein-Westfalen. Situata tra Rönkhausen e Wildewiese, la strada panoramica è meta di innumerevoli motociclisti. Mentre le autorità citano problemi di sicurezza, alcuni attivisti motociclisti  vedono il divieto come una misure di riduzione del rumore.

La situazione ha anche attirato l’attenzione della Federazione europea dei motociclisti (FEMA), che ha chiesto negoziati tra rappresentanti dei motociclisti e funzionari locali nel 2020. Tuttavia, le recenti proteste indicano che non è ancora cambiato nulla… 

Le manifestazioni andranno avanti. Gli organizzatori stanno già pensando ad una protesta di follow-up da fare nell’agosto 2021 e applicheranno misure di distanziamento sociale e terranno tutti gli eventi all’aperto per rispettare le normative anti covid.

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